Panna, una riserva faunistica e un patrimonio da custodire a favore di un ambiente in equilibrio
In una intervista Alessandro Fiesoli, Agronomo e Tecnico Faunistico dell’Azienda Agricola Panna, racconta di un contesto naturalistico unico, nel cuore della Toscana, e dell’importanza di conservare l’ambiente che circonda le fonti di Acqua Panna.
Panna era riserva di caccia sin dai tempi dei Medici. Cosa è cambiato con l’arrivo di Sanpellegrino? “Ha preso sicuramente una strada diversa. L’impegno è stato quello di creare una riserva proteggendo e conservando la natura che circonda la fonte, con particolare attenzione all’equilibrio ambientale. L’azienda si estende per 1.300 ettari, 1.000 costituiti da foreste, il resto da prati, pascoli e terreni che coltiviamo in maniera biologica, senza utilizzo di pesticidi, diserbanti o altri prodotti chimici. La parte forestale si sviluppa prevalentemente nella zona dove si trovano le sorgenti dell’acqua minerale, territorio che cerchiamo di mantenere incontaminato, nel quale l’accesso dell’uomo è strettamente limitato e in alcuni boschi è possibile incontrare solo fauna selvatica.
Quale è l’aspetto più interessante o la parola chiave nella gestione della riserva? “Certamente equilibrio. Equilibrio tra componente vegetale, faunistica e attività umana che il Gruppo si è impegnato a proteggere. L’utilizzo esclusivo di sostanze organiche in agricoltura, ad esempio, ha contribuito alla diversificazione della fauna, favorendo il ritorno di alcuni insetti e roditori importanti per la catena alimentare. Nella riserva vivono, poi, diverse specie di animali: fagiani, pernici, lepri, cervi, daini e caprioli. Abbiamo poi il lupo ed altri predatori, rapaci diurni e notturni, mustelidi e la volpe, animali fondamentali a livello di ecosistema perché svolgono un’attività selettiva naturale. La riserva è veramente un esempio di ambiente incontaminato e lavorare qui procura sensazioni di benessere e pace interiore”.
