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L’UE lancia il Blueprint per garantire lo stato di buona salute delle acque europee entro il 2015

L’UE lancia il Blueprint per garantire lo stato di buona salute delle acque europee entro il 2015

L’Unione Europea al lavoro per garantire la salvaguardia delle risorse idriche nel vecchio continente

MARSIGLIA - In Europa non è più tempo di deroghe: entro il 2015 serve raggiungere lo stato di “buona salute” delle acque di tutto il continente. Ne è convinto il commissario Ue all'Ambiente, Janez Potocnik. Durante il 6° Forum Mondiale dell'acqua tenutosi a Marsiglia, il commissario presenterà le linee guida che i 27 paesi membri dell’Unione Europea dovranno seguire nei prossimi anni per salvaguardare le risorse idriche del vecchio continente. Secondo il commissario “l'Unione Europea ha una buona legislazione sull'acqua, ma dobbiamo fare di più se vogliamo arrivare ad un buono stato di salute di tutte le acque UE entro la data prefissata”.

L’IMPORTANZA DEL BLUEPRINT- Per la fine del 2012 è prevista l’adozione da parte dell’UE di una nuova strategia. Si tratta del cosiddetto “Blueprint”, un documento di indirizzo che fornirà agli Stati membri nuovi strumenti per la migliore applicazione delle norme UE sulla risorsa acqua. “Le criticità nei paesi UE - precisa il commissario - non dipendono tanto dalle regole, quanto dalla loro attuazione. La nuova strategia si occuperà di misure come bilanci e conteggi dell'acqua, target di efficienza, costi della risorsa, miglioramento delle statistiche e dei sistemi di informazione, integrando gli obiettivi in materia di acqua nelle politiche di finanziamento dell'Ue”.   

L’ACQUA E’ UN PATRIMONIO CHE VA PROTETTO -Dal 1972, l’Unione Europea ha emanato ben 14 direttive sull’utilizzo delle risorse idriche del continente. Tra queste, due sono state specificatamente dedicate all’acqua destinata al consumo umano, una nel 1980 e l’altra del 1998. Solo con la direttiva quadro del 2000 per “l'azione comunitaria in materia di acque” si è però stabilito un quadro a 360° in grado di abbracciare tutte le tematiche inerenti le acque europee e di sancire per la prima volta il principio per cui “l'acqua non è un prodotto commerciale al pari degli altri, bensì un patrimonio che va protetto, difeso e trattato come tale”. Tra gli obiettivi della direttiva del 2000, quello di prevenire il deterioramento qualitativo e quantitativo dell’acqua in Europa, ampliare la protezione delle acque sia superficiali che sotterranee e assicurare un utilizzo sostenibile e basato sulla protezione a lungo termine delle risorse idriche disponibili.

LA SALVAGUARDIA DELLE ACQUE EUROPEE - La direttiva del 2000 fissava come orizzonte temporale il 31 dicembre 2015 per  raggiungere lo stato di “buona salute” di tutte le acque sotterranee, superficiali e costiere dell’Unione Europea. Da un lato si adottava il principio del “chi inquina paga”, volto al recupero dei costi dagli utenti del servizio idrico, dall’altro si imponeva ai Paesi Membri di contemplare la protezione delle risorse idrogeologiche all’interno dei cosiddetti Piani di Bacino, i documenti  che le Autorità di Bacino producono al fine di orientare le politiche e le decisioni in termini di pianificazione territoriale e uso razionale delle risorse idriche. Con il “Blueprint to Safeguard Europe’s Water Resources” di prossima pubblicazione, l’Unione Europea guarda già oltre, proiettandosi al 2020.

USO EFFICIENTE DELEL RISORSE IDRICHE- Il Blueprint affronterà la questione “acqua” basandosi su quattro approcci differenti: la valutazione dei Piani di gestione dei Bacini idrogeografici di ciascuno degli stati membri; la revisione delle azioni comunitarie per la riduzione delle carenze idriche e della siccità; le nuove strategie di gestione delle risorse idriche in risposta al cambiamento climatico globale; la valutazione integrata dell’ efficacia e dell'efficienza della legislazione vigente in materia di acqua. Il progetto per la salvaguardia delle acque europee fornirà a tutti i Paesi membri le prime indicazioni per il raggiungimento dell’ambizioso obiettivo di un uso più efficiente delle risorse idriche, laddove l’espressione “efficienza” sta a significare produzione di maggior valore con un minor impiego di risorse, al fine di limitare gli impatti sull’ambiente e ridurre i rischi di future carenze di oro blu. In prospettiva globale, infine, sarà ribadito l’impegno dell’UE al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (OMS) in materia di accesso all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari.

20 marzo 2012