Anziani e afa: attenzione al rischio disidratazione
Secondo gli esperti è l’idratazione la parola d’ordine per una adeguata prevenzione. Nei giorni di caldo torrido gli anziani sono i soggetti più a rischio disidratazione.
L'opinione gli esperti dell’Osservatorio Sanpellegrino circa le principali cause di disidratazione sono:
- l’alterato senso della sete;
- lo scarso funzionamento dei reni;
- il calo del controllo ormonale;
- l’abbassamento del livello dei liquidi nel corpo.
Ad aggravare il pericolo di malore negli anziani vi è il fatto che i sintomi non sono evidenti. La perdita della sete, la sonnolenza e l’aumento del battito cardiaco sono infatti disturbi tipici della terza età, per questo il problema della scorretta idratazione può passare inosservato.
Il Prof. Umberto Solimene dell’Università degli Studi di Milano consiglia quindi di “misurare la quota giornaliera di acqua introdotta nell’organismo”. Un facile trucco per assicurarsi il giusto quantitativo d’acqua durante la giornata è quello di aprire una bottiglia d’acqua minerale di 1,5/2 litri al mattino e di vuotarla prima di andare a dormire. E per calcolare la quantità corretta di acqua da assumere negli anziani basta moltiplicare il peso corporeo per 30. Ad esempio, una persona di 70 Kg è opportuno che assuma 2,1 litri di acqua.
A confermare l’importanza di assunzione di acqua minerale è l’Istituto Clinico di Medicina dell’Università di Graz. Gli anziani, con l’arrivo dell’estate, sono soggetti a malori dovuti anche e carenza di oligoelementi, soprattutto in concomitanza a terapie diuretiche. L’acqua minerale, che oltre ad idratare è un integratore naturale di calcio, magnesio e potassio, si dimostra quindi la bevanda più indicata.

