Acqua: nel mondo il 70% dei consumi è dovuto all’agricoltura
Contrariamente al pensiero comunemente diffuso, a livello mondiale il 70% del consumo totale di acqua si deve all’agricoltura, il 20% alle attività industriali e solo il restante 10% al consumo domestico. Ottimi risultati per Nestlé Waters che, grazie alle sue politiche ecosostenibili, incide a livello globale solo per lo 0,0009%.
Una classifica sorprendente, capace di ribaltare i luoghi comuni, è quella dei principali “consumatori mondiali” d’acqua. A farla da padroni, infatti, non sono né il settore dell’industria, che complessivamente impiega il 20% del totale delle risorse, né quello domestico (10%), bensì il settore dell’agricoltura per il quale viene utilizzato il 70% del totale dell’acqua dolce disponibile al mondo.
Rispetto a questo quadro d’insieme risulta marginale l’impatto della prima azienda alimentare al mondo, il Gruppo Nestlé, che utilizza annualmente una quota pari allo 0,004% dell’acqua mondiale, dato che scende allo 0,0009% se si considera solamente Nestlè Waters.
Questi risultati sono stati possibili grazie ad importanti investimenti, concentrati principalmente nel settore della ricerca e delle tecnologie. Negli ultimi tre anni il Gruppo Sanpellegrino ha registrato una riduzione del consumo di acqua pari al 40% lungo l’arco di tutto il processo produttivo.
Bisogna, inoltre, considerare che il mondo dell’acqua in bottiglia è il settore commerciale che consegue il risultato migliore in termini di consumi d’acqua necessari alla produzione dei beni.
Per imbottigliare un litro di acqua minerale, ad esempio, è necessario, mediamente, un litro d’acqua, esclusa quella imbottigliata mentre per produrre 1 kg di carne sono necessari 15.000 litri d’acqua, per produrre un paio di jeans 7.000 litri e 3.800 ne occorrono per sfornare un kg di pane.
