Cura dell'acqua
Sostenibilità e Ambiente

L'imbottigliamento dell'acqua minerale

La certezza della qualità

Con l’imbottigliamento, oltre a garantire un’acqua “batteriologicamente pura”, lavoriamo per portare al consumatore il prodotto come sgorga dalla fonte,
unico alimento che arriva in tavola come è stato creato dalla natura.
L’imbottigliamento è un processo molto importante in quanto deve avvenire in condizioni totalmente asettiche per impedire qualsiasi
forma di contaminazione.

Gli stabilimenti sono dotati di moderni laboratori per analisi microbiologiche, chimiche e chimico–fisiche per effettuare costanti verifiche di qualità su campioni d’acqua prelevati in sorgente. Controlli rigorosi e frequenti vengono svolti anche sulla rete di distribuzione all’imbottigliamento, al riempimento e sui prodotti finiti.

L’insieme delle operazioni che, in condizioni di costante monitoraggio, diversi impianti eseguono per confezionare l’acqua viene definito “linea”.

Una linea generalmente comporta:

  • soffiaggio della preforma per ottenere la bottiglia di PET
  • sterilizzazione e risciacquo dei contenitori
  • riempimento della bottiglia
  • tappatura, cioè la chiusura con il tappo delle bottiglie riempite
  • etichettatura
  • invio allo stoccaggio

L'innovazione che abbiamo introdotto nei sistemi di produzione permette inoltre un notevole risparmio energetico e idrico sempre a vantaggio di uno sviluppo corretto, rispettoso e sostenibile.

Per saperne di più: guarda il video di Alessandro Cecchi Paone sul processo di imbottigliamento dell'acqua minerale

Un po' di storia

Un po' di storia

L’imbottigliamento dell’acqua minerale ha origine agli inizi del XIX secolo, con l’affermarsi dei soggiorni alle stazioni termali, in risposta alla necessità di conservare e trasportare le acque con proprietà terapeutiche. La possibilità poi di acquistare l’acqua anche senza recarsi alla fonte ne ha favorito lo sviluppo industriale.

Dall’imbottigliamento con i mestoli fino ai moderni impianti, la tecnica si è sviluppata nel tempo attraverso alcune tappe fondamentali: nel 1835 il fisico inglese Boyle propose bottiglie resistenti e di chiusura ermetica e nella prima decade del XIX secolo fu inventato il tappo a corona.

Per molti anni si è ritenuto che il vetro fosse il materiale per eccellenza per conservare gli alimenti. Il mercato, influendo molto sui processi industriali, ha portato all’utilizzo delle bottiglie in PET, garante della massima sicurezza igienica e della conservazione delle qualità, sicuro e non dannoso per la salute.