Salta al contenuto principale
Scroll to explore
Ambiente e Territorio

Levissima e la tutela dei ghiacciai

tutela dei ghiacciai levissima

Levissima supporta da diversi anni un progetto di ricerca scientifica per la salvaguardia e la protezione dei ghiacciai

All'interno del gruppo il marchio portavoce del rispetto e della salvaguardia della risorsa acqua è Levissima, in quanto leader di mercato e simbolo di purezza incontaminata.

 

Nel 2007, in collaborazione con l'Università degli Studi di Milano e con le istituzioni locali della Valtellina, Levissima ha intrapreso un progetto di ricerca scientifica per la salvaguardia e la protezione dei ghiacciai con l'intento di assicurare all'acqua un futuro di qualità.

 

Con l'obiettivo di contribuire a contrastare la continua dispersione di acqua causata dalla fusione glaciale, la ricerca scientifica ha preso avvio dalle cime montuose della Valdidentro in Valtellina, concentrandosi sul Ghiacciaio Dosdé Orientale - Gruppo Piazzi, da cui Levissima nasce, scelto per la sua rappresentatività geografica e scientifica.

Le tappe fondamentali della ricerca

  • Estate 2007: è stata collocata dai ricercatori dell'Università di Milano una stazione meteorologica automatica sulla superficie del ghiacciaio, una delle più alte in Italia su ghiacciaio (2.850 m), per raccogliere dati importanti sui flussi termici ed energetici.
     
  • Maggio 2008: per la prima volta in Italia, la superficie di ghiaccio è stata ricoperta con un telo realizzato con un materiale speciale detto "geotessile" - un tessuto non tessuto bianco puro - che si estendeva per 150 m2 di area e che aveva il compito di salvaguardare la neve e il ghiaccio sottostanti durante l'estate.
     
  • Ottobre 2008: si è concluso l'esperimento e i dati hanno evidenziato che lo spessore di neve non disciolta e di ghiaccio sopravvissuto alla stagione estiva raggiungeva quasi due metri di altezza, pari a 115.000 litri di acqua salvata.
     
  • 2009: si è iniziato il secondo esperimento di protezione attiva del ghiacciaio con la stesura di un nuovo telo protettivo geotessile. Sotto il telo sono stati collocati alcuni termometri, per misurare la "febbre" del ghiacciaio durante il periodo estivo, che hanno evidenziato come il geotessuto abbia agito smorzando del 50% l'onda termica responsabile della fusione glaciale e schermando tutti i raggi UV.
     
  • 2010: inizia lo studio di un settore ancora poco noto della criosfera: il permafrost o ghiaccio "nascosto" nella roccia e nel suolo, altro fondamentale indicatore climatico, campo di studio ancora poco diffuso in Italia. Levissima e i ricercatori dell'Università degli Studi di Milano hanno collocato, nell'estate 2010, alcuni termometri sulla vetta più elevata del gruppo Dosdé Piazzi, Cima Piazzi a circa 3.500 metri di quota. Le misure di temperatura nella roccia hanno evidenziato che sulla cima più alta del Gruppo Piazzi, Cima Piazzi, simbolo di Levissima, il permafrost è localizzato ad oltre 1 m di profondità. L'assenza di permafrost superficiale è un dato da tenere monitorato con grande attenzione, poiché è proprio il ghiaccio nascosto nella roccia e nel suolo a garantire maggior stabilità dei versanti rocciosi.
     
  • 2011: i ricercatori si sono focalizzati sulla neve riscontrando come, sul Ghiacciaio Dosdè Orientale, la neve precipitata durante l'inverno si sia fusa quasi completamente durante il periodo estivo, produce abbondante acqua di fusione che alimenta torrenti e ruscelli di alta quota.
     
  • 2012/2014: la ricerca di Levissima e UNIMI, partita dalle cime del Ghiacciaio Dosdè, si è evoluta ha dato vita a un importante progetto internazionale: il nuovo Catasto dei Ghiacciai Italiani, in collaborazione con il Comitato Ev-K2-CNR e con il patrocinio del Comitato Glaciologico. Era infatti dal 1989 che non veniva realizzato un elenco completo ed omogeneo dei ghiacciai italiani, risorsa importante dal punto di vista idrologico, climatico e turistico, ed era da oltre mezzo secolo che non veniva fornito un quadro chiaro delle variazioni avvenute al glacialismo italiano. Se si pensa che proprio il glacialismo è ormai considerato l'indicatore più affidabile delle trasformazioni climatiche in atto, il significato di questo progetto appare subito ben chiaro.
     
  • 2016: i consumatori sono stati coinvolti direttamente nell’iniziativa con la vendita del bracciale #Everydayclimbers, il cui ricavato viene devoluto a sostegno del progetto.
     
  • 2017: Partecipazione al dibattito europeo (2017: Helsinki e Smolenice), condivisione di metodologie e dati, definizione di protocolli e linee guida. Nel 2017 i ricercatori hanno partecipato alla seconda campagna del principale progetto europeo basato in Islanda.

I numeri del progetto

  • Gli strumenti a disposizione: 2 stazioni meteorologiche, 13 idrometri automatici, 1 drone
     
  • I risultati scientifici: 18 ricercatori coinvolti, pubblicazione di un Nuovo Catasto dei Ghiacciai Italiani, che mancava dal 1989, 20 pubblicazioni scientifiche di alto livello ogni anno.
Articolo successivo