Newsletter CSR - N° 38

Valore Condiviso: una sinergia tra successo aziendale e progresso sociale

Armonia con bisogni e aspirazioni della collettività; utilizzo vantaggioso per il tessuto socio-economico locale delle risorse naturali; valorizzazione delle attitudini dei dipendenti e sviluppo di rapporti collaborativi con i fornitori. Con questo approccio il nostro Gruppo è tra i pionieri in Italia della Creazione di Valore Condiviso, un nuovo modello per generare competitività territoriale.

Il 22 Gennaio 2014 per Sanpellegrino è una data importante, una giornata nella quale segniamo un punto di partenza. Nella nostra azienda siamo abituati a misurare quello che facciamo, da un punto di vista di performance, di crescita, di fatturato e risultati economici, quindi di tutto ciò che generiamo per le persone che lavorano all’interno della nostra realtà e per gli azionisti. Oggi però abbiamo voluto fare qualcosa di più importante: calcolare non solo quello che è sotto il nostro controllo quotidiano ma quanto valore l’attività del Gruppo genera in tutto il sistema.

Quando si parla di sistema, in collaborazione con i nostri fornitori, con chi distribuisce il prodotto dal punto di vista della logistica e con chi lo ridistribuisce nelle azioni di vendita, è fondamentale monitorare l’impatto che le attività di Sanpellegrino hanno sullo scenario italiano. Parlo di scenario italiano perché, è vero che siamo parte di una multinazionale, ma siamo radicati in Italia, produciamo in Italia e siamo depositari di una risorsa strettamente legata al territorio perché imbottigliamo un bene che ci dà la natura, un prodotto fantastico che è l’acqua minerale. E quindi tutto quello che viene fatto ha un impatto.

L’obiettivo oggi è proprio quello di conoscere qual è l’impatto attuale ma per prenderci degli impegni, per assumerci delle responsabilità e per far sì che i numeri positivi in termini di generazione di valore, intesa a livello occupazionale, di reddito e di contribuzione, vadano nella giusta direzione della crescita, è necessario operare come sistema nell’ottica della Creazione di Valore Condiviso.

Stefano Agostini, Presidente e Amministratore Delegato Gruppo Sanpellegrino

Per vedere la videointervista di Stefano Agostini clicca qui

La crisi ridisegna nuovi modelli economici a favore di una crescita condivisa

Lo scenario globale indica uno stato di sofferenza nel sistema macroeconomico e industriale con gravi effetti sul piano sociale. E l’Italia, in questo contesto di forte recessione, è uno dei Paesi in maggiore difficoltà: PIL in pesante contrazione, settore industriale in affanno, tasso di disoccupazione in crescita. In una intervista l’Economista Francesco Daveri spiega qual è il ruolo delle imprese in questo paradigma socio-economico.

Nel contesto di recessione globale quali sono i segnali più allarmanti per il nostro Paese? La crisi finanziaria si è inesorabilmente propagata all’economia reale con un conseguente calo nella produzione del -6,4% nel 2012 e del -3,1% nei primi 11 mesi del 2013, una diminuzione dei consumi delle famiglie italiane del -2% nel terzo trimestre 2013, un tasso di occupazione inferiore di quasi 10 punti alla media UE e una situazione ancora più allarmante se si guarda ai giovani. Il disagio sociale generalizzato ha provocato forti squilibri e un diffuso peggioramento del tenore di vita dei cittadini.

In questo panorama difficile cosa potrebbe accrescere la competitività del Paese? Oggi è di cruciale importanza riattivare i moltiplicatori dei posti di lavoro, scommettendo su settori e aziende trainanti come leve del successo delle realtà che ruotano intorno ad essi. Già molte forze politico-sociali accanto a imprese più responsabili e lungimiranti stanno spingendo verso visioni orientate allo sviluppo e sostenibilità sociale oltre che economica. Cresce sempre più la consapevolezza che creare valore non è sufficiente, occorre che questo sia condiviso con l’insieme degli stakeholder, attraverso l’intera catena di cui ogni impresa è parte, fino a raggiungere il consumatore finale. Le aziende rimangono il motore dello sviluppo economico ma con una proiezione sempre più indirizzata alla responsabilità sociale nel lungo periodo.

Creare valore condiviso fa crescere il Paese: il caso Sanpellegrino

1,1 miliardi di Euro di valore condiviso creato da Sanpellegrino lungo tutta la filiera che coinvolge 7.000 posti di lavoro, 4.550 aziende e una contribuzione fiscale complessiva di 390 milioni di Euro. Questi i numeri generati dal Gruppo nel 2012 e misurati da Althesys in uno studio che analizza il valore delle attività in tutte le fasi, seguendo la filosofia della Creazione del Valore Condiviso.

Qual è il valore che un’impresa genera lungo la sua intera filiera produttiva? Quali le relative ricadute sull’economia del Paese? E quale ruolo strategico ha un’azienda leader nel settore del beverage per il sistema economico e l’occupazione? È la valutazione e misurazione di tutti questi effetti l’obiettivo dello studio, presentato il 22 gennaio a Milano e commissionato da Sanpellegrino ad Althesys, che intende dare una dimensione quantitativa al concetto di valore condiviso, tanto importante quanto impalpabile e sfuggente.

Considerare le relazioni con gli stakeholder quale parte integrante del proprio modello di business vuol dire produrre un effetto leva e diventare un acceleratore della competitività del sistema economico, generando a cascata occupazione e promuovendo la coesione sociale.

Il metodo sviluppato da Althesys parte dall’esame dell’intera filiera produzione-consumo studiando non solo il perimetro dell’impresa ma l’insieme delle fasi a monte (fornitori di beni e servizi) e a valle (logistica e distribuzione). Considerando tutti gli attori, dunque, il valore creato nel 2012 è di 1,1 miliardi di Euro pari a circa lo 0,10% della produzione industriale nazionale e a 2,4 volte il fatturato di Sanpellegrino in Italia. Il dato sull’occupazione prodotta poi è pari allo 0,71% degli impiegati dell’industria italiana; dei 7.000 posti di lavoro 1.600 sono dipendenti diretti del Gruppo ciò significa che per ciascuno di loro ne sono stati creati 3.

258 milioni di Euro è il contributo dell’export perché le caratteristiche di “Made in Italy” dei prodotti Sanpellegrino sono un importante volano per la creazione di valore nel nostro Paese. Le vendite all’estero sono una componente essenziale grazie alla produzione in Italia che genera un valore aggiunto.

Il contributo di Sanpellegrino: in oltre 130 Paesi come eccellenza del Made in Italy

Ambasciatrice dell’inconfondibile Italian Style Sanpellegrino occupa un posto di primo piano nel panorama delle aziende italiane con una storia ricca e radici lontane nel tempo. Quale primo produttore nel comparto acque minerali e soft drink da molti anni segue la filosofia di Creazione di Valore Condiviso impegnandosi attivamente per la sostenibilità sociale e ambientale delle proprie attività.

Con 766 milioni di Euro di fatturato nel 2012, 11 stabilimenti, 19 marchi e unexport che corrisponde allo 0,2% delle esportazioni italiane di beni e servizi, il valore condiviso del Gruppo si compone del valore aggiunto della contribuzione fiscale delle imprese e delle ricadute indotte per un totale di 1,1 miliardi di Euro che corrispondono allo 0,07% del PIL e allo 0,10% della produzione industriale dello Stivale.

Gli effetti delle sue attività toccano una molteplicità di aspetti sintetizzati in alcune grandezze socio-economiche chiave quali il gettito fiscale, l’occupazione e l’indotto generato. Ma come si distribuisce il valore lungo tutta la filiera? La fase a monte è costituita da un tessuto di 1.700 imprese attive sia nel comparto agroalimentare sia nell’industria e nei servizi e l’insieme dei fornitori totalizza un fatturato aggregato di 349 milioni di Euro con 1.500 dipendenti. La fase della logistica, invece, coinvolge 300 aziende con un fatturato aggregato di 117 milioni di Euro e 650 dipendenti; mentre l’ultimo anello della catena, quello della distribuzione che segue diversi canali (direzionale, grossista e retail), coinvolge circa 2.550 aziende con un fatturato di 970 milioni e 3.300 dipendenti.

Il tema del valore condiviso non vuole sostituire l’azione di sostenibilità in essere ma ha sempre affiancato e potenziato tale dimensione in un’ottica di continuità e in coerenza con quanto sviluppato. Nella scelta d’acquisto del consumatore il prodotto conta solo per il 40%, la quota rimanente è determinata dalla positiva percezione di fattori quali l’etica d’impresa, la trasparenza e la capacità di raggiungere e mantenere risultati nel lungo termine: diventa quindi fondamentale per Sanpellegrino una continua apertura verso gli stakeholder e una conciliazione di business e società.