Newsletter CSR - N° 42

Presentati i primi dati del Nuovo Catasto dei Ghiacciai Italiani

Il progetto è realizzato dall’Università di Milano e Levissima, in collaborazione con Ev-K2”-CNR, il supporto scientifico del Comitato Glaciologico Italiano e con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e del World Glacier Monitoring Service

In occasione di uno degli appuntamenti “Aperitivo Expo 2015”,  sono stati presentati i risultati delNuovo Catasto dei Ghiacciai Italiani, tappa significativa dell’ambizioso progetto di studio  sul cambiamento dei ghiacciai italiani partito nel 2007 sulla cima Dosdè Piazzi in alta Valtellina. Durante la conferenza sono intervenuti Claudio Smiraglia, professore ed esperto glaciologo dell’Università degli Studi di Milano, a capo del progetto di ricerca; Paolo Angelini, Presidente del Comitato Permanente della Convenzione delle Alpi, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare; Luca Cetara, Coordinatore della Segreteria Scientifica Presidenza italiana della Convenzione delle Alpi; Agostino Da Polenza, Presidente di Ev-K2-CNR e Carlo Baroni, Presidente del Comitato Glaciologico Italiano.

Il progetto è stato sostenuto da Levissima, marchio di acqua minerale del Gruppo Sanpellegrino che ha nel suo DNA la natura incontaminata e la passione per l’alta montagna, da cui trae tutta la sua purezza. Proprio per questo, da anni, collaboriamo con l’Università degli Studi di Milano dal 2007, con l’obiettivo di conoscere e tutelare il patrimonio freddo delle nostre montagne. Il progetto presentato ha un valore non solo strettamente scientifico, ma anche applicativo e culturale. Grazie alle informazioni tratte dal Nuovo Catasto, infatti, è stata realizzata una vera e propria mappa dei ghiacciai italiani, fruibile da tutti gli appassionati e già disponibile sul sito www.levissima.it.

Facendo un confronto con il precedente catasto nazionale dei ghiacciai, risalente alla fine degli anni ’50, è emerso come il numero dei ghiacciai italiani sia oggi aumentato, passando da  824 a 896, con incrementi in quasi tutte le Regioni. Questo a causa della frammentazione delle unità glaciali preesistenti. Complessivamente la superficie glaciale ha registrato, però, una perdita del 29%, confrontabile all’area del Lago di Como (151 km2), passando da 519 km2 agli attuali 368 km2 (circa 3 km2 persi all’anno).  A livello regionale si sono registrate differenze sensibili nella riduzione areale: si passa, infatti, da superfici quasi dimezzate in Friuli e in Piemonte, a riduzioni di circa un terzo in Trentino e in Alto Adige. Riduzioni più circoscritte in Lombardia e Valle d’Aosta.

Daniela Murelli, Direttore Corporate Social Responsibility Gruppo Sanpellegrino

Il Gruppo Sanpellegrino dà un contributo importante alla crescita di raccolta differenziata e riciclo della plastica in Italia

Secondo gli ultimi dati resi noti da Corepla (Consorzio Nazionale per la Raccolta, il Riciclaggio e il Recupero del imballaggi in plastica) nel 2013 in Italia la raccolta è aumentata del +11% rispetto all’anno precedente

Sono oltre 768.000 le tonnellate di imballaggi in plastica raccolte nel 2013 (+11% rispetto al 2012) e 430.000 quelledi rifiuti di imballaggio in plastica provenienti dalla raccolta differenziata, riciclate nel 2013. Il dato medio nazionale di raccolta pro capite passa da 11,6 a 12,9 kg annui per abitante. Il servizio di raccolta differenziata è sempre più capillare: sono 7.325 i Comuni serviti e oltre 57 milioni i cittadini coinvolti, pari al 96% del totale. Sono solo alcuni dei dati positivi emersi dal Bilancio 2013 di Corepla, un bilancio in positivo che porta con sé importanti ricadute sociali, ambientali, industriali e occupazionali.

In questo contesto il settore delle acque minerali ha un ruolo di primo piano, alla luce anche dello studio “Riciclo e politiche di packaging sostenibile. Il settore delle acque minerali crea valore per la comunità” (realizzato nel 2011) promosso dal Gruppo Sanpellegrino e condotto dall’Istituto Althesys. Secondo la ricerca, dal 2000 al 2010 l'adozione di politiche di riciclo degli imballaggi in plastica haportato all'Italia benefici complessivi - economici, sociali e ambientali - stimati in 2,7 miliardi di Euro; 1,2 miliardi di Euro per il settore PET Acque Minerali (che significa 42 discariche evitate, 3 milioni di tonnellate di emissioni di CO2 evitate e risparmi di materie prime).

Nel caso di Sanpellegrino il riciclo delle bottiglie di PET del Gruppo ha permesso di evitare l’emissione di circa 559.000 tonnellate di CO2. Il volume degli imballaggi riciclati è pari a 204.863 tonnellate, che corrisponde a 8 discariche evitate. La raccolta differenziata ha poi permesso di recuperare materie prime seconde da riciclare per un valore stimato in oltre 35 milioni di Euro. In termini di indotto nel complesso si sono sviluppate attività economiche e occupazione per circa 152,8 milioni di Euro, al netto dei relativi costi. 

Risparmio energetico ed idrico per garantire all’acqua un futuro di qualità

Il Gruppo Sanpellegrino da anni è impegnato nel rispetto delle risorse naturali attraverso attività e investimenti mirati a ridurre il proprio impatto ambientale

Per risparmio energetico si intendono diverse tecniche atte a ridurre i consumi d'energia necessaria allo svolgimento delle varie attività umane e industriali. Il risparmio può essere ottenuto sia modificando i processi, in modo che ci siano meno sprechi – ad esempio di acqua – sia utilizzando tecnologie in grado di trasformare l'energia da una forma all'altra in modo più efficiente o anche mediante l'auto-produzione.

Dal 2008 al 2013 l’azienda è riuscita così a ridurre del 24,1% i volumi complessivi di acqua utilizzata nei processi di produzione e del 17,7% il consumo di energia elettrica. La Ricerca e Sviluppo di Sanpellegrino è riuscita a ottenere questi risultati attraverso differenti tipologie d’azione volte ad una reale diminuzione dell’impatto ambientale delle sue attività.

Per quanto riguarda l’utilizzo di fonti alternative, un esempio importante  è il collegamento diretto dello stabilimento di S.Bernardo a Garessio con il  parco eolico esteso su una superficie di circa 35.000 mq sul colle San Bernardo grazie al quale ogni anno vengono prodotte 25.000 MWh di energia elettrica. Inoltre da gennaio 2011 il Gruppo Sanpellegrino per tutti  i suoi stabilimenti utilizza il 100% di energia elettrica acquistata da fonti rinnovabili certificata RECS (Renewable Energy Certificate System). 

Le sorgenti di acqua minerale: delle vere e proprie concessioni minerarie

Rilasciata da Regione, Provincia o Comune che ne rimane proprietario, le società imbottigliatrici concessionarie sono deputate alla custodia, al mantenimento in attività e alla buona conduzione del bene concesso per un tempo limitato, eventualmente rinnovabile alla scadenza.

Ma come si ottiene la concessione di una sorgente? Identificazione dell’area di interesse specifico mediante valutazioni di tipo geologico e cartografico, ottenimento del permesso di ricerca, verifica della presenza di acqua nel sottosuolo. Queste sono solo le prime tappe di un processo che non si esaurisce unicamente nell’ottenimento della gestione delle fonti ma implica un lavoro molto più importante di protezione delle stesse e analisi qualitativa dell’acqua.

Se l’acqua così scoperta presenta caratteristiche complessive rilevanti, il ricercatore comunica all’organo ufficiale – Regione, Provincia o Comune – l’intenzione di voler procedere al riconoscimento come acqua minerale naturale o come acqua di sorgente e quindi di voler effettuare i prelievi ufficiali stagionali. La normativa in vigore prevede, attraverso un laboratorio autorizzato dal Ministero della Salute, l’effettuazione di 4 analisi stagionali nell’arco di un anno al fine di dimostrare che l’acqua in esame presenta la necessaria costanza qualitativa oltre alla stabilità delle altre caratteristiche essenziali (temperatura, portata alla fonte, ecc.). Gli esiti delle analisi dei campioni ufficiali sono quindi certificati in ambito chimico, chimico-fisico e batteriologico. Questi certificati di analisi ufficiali concorrono alla formazione di un’istanza da presentare al Ministero dello Salute per ottenere il riconoscimento come acqua minerale o acqua di sorgente, se si tratta di una nuova acqua. L’ottenimento del riconoscimento è necessario per procedere successivamente alla richiesta di trasformazione del permesso di ricerca in concessione mineraria.

L’impegno di Sanpellegrino è quello di rendere disponibile la purezza distintiva delle acque minerali a milioni di consumatori. Per questo la loro qualità e sicurezza sono due assolute priorità per l’azienda. Il gruppo Sanpellegrino ha infatti sviluppato un sistema di autocontrollo che va ben oltre, in termini di frequenze analitiche, agli obblighi legislativi e in relazione ai quali sono eseguiti giornalmente più di 400 controlli chimico-microbiologico e sensoriali. Queste analisi hanno l’obiettivo di confermare che le caratteristiche originarie dell’acqua minerale siano mantenute inalterate durante il processo di produzione e niente abbia modificato la purezza e la composizione chimica e microbiologica della sorgente.