Newsletter CSR - N° 43

Acqua Panna, simbolo indiscusso di made in Italy e acceleratore del sistema economico e occupazionale toscano

Non solo prodotto al 100% toscano ma anche generatore di valore lungo tutto la filiera, con conseguenti benefici alle imprese e all’economia della regione nel suo complesso. A rivelarcelo sono i dati dello studio condotto da Althesys nel 2012 sulla “Creazione di Valore Condiviso”.

62 milioni di Euro il valore creato nel 2012 in Toscana e 26 quello della contribuzione fiscale. 300 le aziende coinvolte nella filiera che hanno portato occupazione a 430 persone per un totale di 15 milioni di Euro di salari lordi versati. Sono solo alcuni dei numeri emersi dallo studio che abbiamo condotto sul ruolo strategico delle aziende come acceleratori del sistema economico e in particolare sul caso Acqua Panna.

Attraverso Acqua Panna, una delle eccellenze italiane più apprezzate al Mondo nonché ricchezza inestimabile per i territori limitrofi alle sue fonti, il Gruppo ha generato crescita e innovazione sociale con ricadute a cascata su PIL e consumi. 123 sono i dipendenti diretti di Sanpellegrino che lavorano nello stabilimento di Acqua Panna mentre il valore totale creato si compone di quello aggiunto prodotto dai fornitori (agricoltura, industria, servizi), dal Gruppo stesso, dal sistema logistico e dai canali distributivi.

Per la nostra azienda fare sistema con tutti gli attori e creare valore non è solo un modello di business ma un modo di essere fortemente radicato nel nostro DNA. L’impegno è quello di perseguire uno sviluppo ecosostenibile nel rispetto delle esigenze di tutti i nostri interlocutori, dai dipendenti alle comunità locali dove operiamo e dove vivono i nostri fornitori e consumatori, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita, generando valore e occupazione.

Daniela Murelli, Direttore Corporate Social Responsibility Gruppo Sanpellegrino

Cooperazione tra pubblico e privato. Un esempio virtuoso per la promozione del riciclo del PET

Dall’Italia alla Francia, dalla Germania alla Cina, Nestlé Waters è fautrice della collaborazione tra aziende, istituzioni, imbottigliatori e società civile a sostegno della raccolta di PET.

Campagne educative dedicate ai bambini, attività di sensibilizzazione sui consumatori, monitoraggio sui rifiuti domestici e programmi integrati di raccolta degli imballaggi. Queste alcune delle iniziative che Nestlé Waters ha messo in atto nel Mondo per sviluppare una coscienza a favore del rispetto dell’ambiente, azioni concrete che testimoniano come il riciclo sia un processo che coinvolge tutti. Tema, quello della raccolta differenziata, che è promosso in Italia dal Gruppo Sanpellegrino anche attraverso iniziative educative rivolte ai bambini, ambasciatori in famiglia della sostenibilità futura.

Da anni, infatti, gli alunni delle scuole primarie delle principali città della Penisola sono coinvolti nella campagna di sensibilizzazione “Raccogli la Plastica, Semina il Futuro” nata per stimolare i più piccoli sull’importanza del PET, come utilizzarlo e smaltirlo nel modo corretto, entrando così a far parte della R-Generation a cui la raccolta differenziata sta a cuore, così come le sorti del proprio pianeta.

Oltralpe invece Nestlé Waters è stata, nel 1992, cofondatrice di Eco-Imballages la cui missione è quella di organizzare, monitorare e contribuire a rimuovere rifiuti di imballaggio domestici. Dalla sua fondazione i tassi di raccolta di bottiglie in PET in Francia sono costantemente aumentati. Parimenti la collaborazione con DSD (Duales System Deutschland) in Germania ha portato un incremento del PET riciclato sui livelli francesi; grazie a un “punto verde” presente nella confezione, quale simbolo di partecipazione al programma integrato, il consumatore è a conoscenza della condotta virtuosa di marchi e prodotti. Anche Nestlé Waters Cina, Paese in cui la raccolta cresce a ritmi vertiginosi, ha puntato su attività ludico-educative: attraverso cartoons, giochi e premi prosegue l’azione sensibilizzazione sugli aspetti positivi che un corretto riciclo può avere sull’intera società.

Progetto Light Weighting per ridurre il peso delle bottiglie in PET e immettere meno plastica nell’ambiente. Ma come funziona veramente?

A svelarlo in una intervista è Fabio Chimetto – Application Group Packaging Manager Sanpellegrino - che racconta il processo di alleggerimento degli imballaggi, garantendo ugualmente un alto standard qualitativo del prodotto eportando sulla tavola dei consumatori un’acqua minerale pura e incontaminata, così come sgorga alla fonte.

Come avviene il processo di sgrammatura?
Ci sono sostanzialmente due casi: quello in cui progettiamo una nuova bottiglia e quello in cui questa esiste già e si lavora per ridurne il peso. Il primo è più complesso, si parte dallo studio del packaging e da un “peso obiettivo”, di solito più alto rispetto a quello raggiungibile; si passa poi alla produzione di diversi stampi pilota necessari all’analisi sui requisiti da raggiungere, con la possibilità di verificare la soluzione tecnologica migliore. Dal laboratorio si passa quindi alla fabbrica, con una campionatura industriale significativa, necessaria per poter effettuare i rigorosi test di macchinabilità e di logistica (sovrapposizione, trasporto). Nel secondo caso, invece, sappiamo a priori che il formato può essere “sgrammato” ulteriormente, perché già in fase di sviluppo avevamo stabilito questa possibilità. Si procede dunque preparando degli stampi pilota, non della bottiglia, ma della preforma, per passare poi alle prove di logistica e arrivare in fine alla produzione industriale, una volta effettuato il change over dei macchinari interessati al cambio.

In questo processo si valuta anche la soddisfazione del consumatore?
Certamente, durante la fase pilota facciamo un test edonistico-ergonomico su un panel di consumatori per valutare la nuova bottiglia o quella esistente alleggerita, comparandola ad un modello di riferimento. L’obiettivo è di raggiungere un esito molto positivo e rassicurante presso il nostro campione. . Fino a qualche anno fa il peso di una bottiglia da 50cl di acqua minerale si aggirava intorno ai 15 grammi, mentre quello della 2lt era di circa 36; oggi, grazie al processo di Light Weighting, abbiamo raggiungo i 10,5 grammi per il primo formato e i 30 per il secondo. Proporzionalmente la sgrammatura è inferiore nei grandi formati, perché è più complesso gestire la riduzione del peso del packaging su una quantità di liquido elevato senza condizionarne la performance.

Allarme caldo e corretta idratazione. Dagli esperti i consigli per affrontare al meglio i rischi della disidratazione

Anziani, bambini, sportivi alle prime armi e donne in gravidanza. Queste le categorie più esposte nei periodi di grande afa, ognuna delle quali dovrebbe bere in relazione all’età e alle condizioni psicofisiche del proprio organismo. Gli specialisti ci spiegano come e perchè.

Perdita di attenzione e irrequietezza per i più piccoli. Affaticamento, arrossamento della pelle, senso di nausea e perdita dell’appetito per gli anziani. E poi ancora disidratazione cutanea e alterazione della termoregolazione dovute a stress sportivo accanto al mal di testa tipico della gravidanza. Questi i rischi principali legati alla disidratazione responsabile, nei casi peggiori, di tachicardia e ipertensione e conseguenti disagi per la salute e il benessere del corpo.

Tra i più colpiti sicuramente i bambini a cui bisogna prestare particolare attenzione già dai primi sintomi. “Fornire ai bambini la giusta combinazione di acqua e sali minerali – sostiene il Pediatra Giuseppe Felice – diventa condizione fondamentale per il loro benessere psico-fisico. Tra i 6 e gli 11 anni dovrebbero, infatti, bere circa 1,8/2 litri di acqua al giorno”. Fortemente sottovalutata, invece, la disidratazione negli anziani che comporta molteplici sintomi. “A causa di alcuni fattori fisiologici legati all’età questa categoria è quella più soggetta a disagi – afferma Massimo Venturelli, Docente di Scienze Biomediche – perché non beve abbastanza o spesso sostituisce l’acqua con altre bevande ad elevato contenuto di zuccheri aumentando tra l’altro il rischio di diabete. Consiglio loro sempre di bere in piccole quantità ma spesso durante la giornata”.

Anche in gravidanza, inoltre, una corretta idratazione aiuta a mantenere costante la temperatura corporea favorendo un costante raffreddamento del corpo, il passaggio delle sostanze nutritive per il feto e riducendo l’emicrania caratteristica di questo periodo. Per gli sportivi il colpo di calore è una pericolosa insidia da evitare; per affrontare lo stress dell’attività fisica, unito al clima estivo e ai contraccolpi negativi, è fondamentale introdurre nell’organismo la giusta quantità di acqua.