Newsletter CSR - N° 46

Alla scoperta del GEF (Global Environmental Footprint), lo strumento sviluppato da Nestlé Waters per valutare l’impatto ambientale delle sue “acque minerali”

Tale sistema è stato progettato per monitorare le performance ambientali in termini di emissioni gas serra, energia non rinnovabile, consumo di acqua. Ecco i risultati ottenuti da Sanpellegrino dal 2007 al 2013

Sviluppato nel 2008 dal Gruppo Nestlé Waters per valutare l’impatto ambientale delle sue “acque minerali” considerando il loro intero ciclo di vita, il GEF (Global Environmental Footprint) è uno strumento progettato da RDC Environment che è stato vagliato da una commissione di esperti internazionali in tema di Life Cicle Assessment.

Nel caso di Sanpellegrino, dal 2007 al 2013 relativamente ai prodotti di “acqua minerale” commercializzati in Italia, abbiamo ridotto le emissioni di gas serra complessivamente del 29% per litro prodotto. Il packaging ha avuto un ruolo predominante in termini di contributo alla riduzione di questo indicatore e, tra i fattori di successo, ci sono stati: riduzione del peso degli imballaggi delle acque minerali; miglior efficienza nella produzione delle resine PET da parte dei fornitori esterni; crescenti tassi di raccolta/riciclo della plastica grazie al sistema CONAI/COREPLA.

Per quanto riguarda l’utilizzo di energie non rinnovabili, il ricorso a questo tipo di fonti è diminuito, negli stabilimenti, del 47% per ogni litro imbottigliato. Di questa percentuale, il 14% è imputabile a una riduzione del consumo di energia, grazie a miglioramenti nell’efficienza produttiva, e il 33% all’utilizzo di energia elettrica certificata RECs, ovvero da fonti rinnovabili.

Infine, nel quinquennio in considerazione, l’impatto in termini di consumi di acqua nel ciclo di vita e sempre relativamente ai prodotti di “acqua minerale” commercializzati in Italia (sino al trasporto presso i clienti/distributori) è stato ridotto del 22%. Tale risultato è attribuibile soprattutto ai risparmi di acqua ottenuti nel processo di imbottigliamento, dove i consumi di acqua, ad esclusione del litro imbottigliato, è stato ridotto del 30% grazie a una serie di iniziative: nuove linee di imbottigliamento, ottimizzazione del processo produttivo, best practices di risparmio idrico.

Daniela Murelli, Direttore Corporate Social Responsibility Gruppo Sanpellegrino 

L’acqua minerale crea valore per tutta la comunità

Secondo un recente studio commissionato da Sanpellegrino all’Istituto Althesys, in Lombardia, il valore creato nel 2012 è di 336 milioni di Euro, pari a circa lo 0,10% del PIL della Lombardia e a 2,7 volte il fatturato stesso di Sanpellegrino nella regione

L’acqua minerale, oltre ad essere un’eccellenza gastronomica, simbolo di salubrità, rappresenta per l’Italia e per i territori limitrofi alle fonti, una ricchezza inestimabile. Questo poiché è un bene non delocalizzabile e per questo in grado di generare occupazione e accelerare l’intero sistema economico nazionale.

Per spiegare nel concreto quali sono i benefici economici della nostra attività sul territorio Sanpellegrino ha commissionato uno studio all’Istituto Althesys seguendo la logica del valore condiviso, che spiega come, per avere successo nel lungo periodo, sia necessario creare valore, non solo per sé e per i propri azionisti, ma anche per le società in cui operano, apportando benefici concreti alle persone e al territorio. L’analisi è partita dalla Lombardia, una delle regioni italiane più ricche d’acqua e dove ha sede l’head-quarter del Gruppo.

Considerando tutti gli attori della filiera in Lombardia, il valore che il business di Sanpellegrino hacreato nel 2012 è di 336 milioni di Euro, pari a circa lo 0,10% del PIL della Lombardia e a 2,7 volte il nostro stesso fatturato nella regione. Questo dato si compone del valore aggiunto generato dai fornitori (agricoltura, industria e servizi) pari a 116,2 milioni di Euro, da noi stessi pari a 112,1 milioni di Euro, dal sistema logistico pari a 33,4 milioni di Euro, e dai canali distributivi pari a 74,1 milioni di Euro. Tutta la filiera lombarda coinvolge circa 1.230 aziende che, nel corso del 2012, hanno portato occupazione a 2.725 persone in Italia, pari allo 0,27% degli impiegati dell’industria in Lombardia. 834 sono i dipendenti diretti di Sanpellegrino e ciò significa che, per ciascuno di loro, sono stati creati più di 2 posti di lavoro.

L’attenzione al packaging è al centro delle politiche CSR di Sanpellegrino

Proteggere il prodotto, essere leggero, riciclabile e sostenibile. Fabio Chimetto, Application Group Packaging Manager di Sanpellegrino spiega le attività dell’azienda per rendere sempre più sostenibile il packaging dei propri prodotti

Lo scorso 22-23 ottobre si è tenuto a Milano il quarto Forum del PET, una due giorni di confronti tra esperti e presentazione di nuovi progetti orientati allo sviluppo in chiave strategica di questo prezioso materiale di imballaggio. A portare la testimonianza delle politiche CSR applicate al packaging è stato Fabio Chimetto, Application Group Packaging Manager dell’azienda, che spiega in un’intervista obiettivi e attività.

Quanto è importante il packaging per Sanpellegrino?

La nostra azienda produce ogni anno 3 miliardi di bottiglie – tra acqua minerale esparkling fruit beverages -esportate in 138 Paesi. Per questo riteniamo che il packaging abbia un ruolo molto importante nel dare al consumatore un prodotto sicuro e garantito, specie quando parliamo di acqua minerale.

Che caratteristiche deve avere il packaging?

I nostri materiali di imballaggio devono rispondere a determinati requisiti: proteggere il prodotto, essere leggeri, riciclabili e sostenibili. Per quanto riguarda laprotezione del prodotto significa che deve esserci una barriera alla CO2 (che non deve uscire) e all’ossigeno (che non deve entrare). Nel caso delle bibite deve esserci anche una protezione alla luce poiché, come sappiamo, per effetto dei raggi ultravioletti si può degradare il prodotto. Il packaging deve rispondere anche alle esigenze “estetiche” del consumatore per catturarne l’attenzione.

Quali sono i vantaggi del PET?

E’ il materiale che abbiamo sempre utilizzato, che continuiamo a valutare a confronto con gli altri e che risulta dal nostro punto di vista però sempre vincente. A livello di riciclo fino al 2010 non era consentito per la legge italiana l’R-PET (il PET riciclato) a contatto con l’acqua. Nell’agosto 2010 una legge ha permesso all’Italia di allinearsi al resto dell’Europa e, nell’ottobre di quell’anno, siamo stati i primi a lanciare con LaLitro di Levissima la prima bottiglia con il 25% di PET riciclato. Nel 2013 abbiamo utilizzato 2.900 tonnellate di R-PET nei nostri cicli di produzione sui marchi Nestlé Vera e Recoaro con un tasso del 25% rispetto al vergine. Per quanto riguarda la leggerezza, infine, il nostro ultimo progetto è una bottiglia da mezzo litro con Nestlé Vera San Giorgio in Bosco che pesa 9,5 grammi e risulta essere una delle più leggere sul mercato.

I milanesi sono i più “green e virtuosi” d’Italia

Secondo una ricerca commissionata dal Gruppo Sanpellegrino, il popolo meneghino frequenta, più di ogni altro in Italia, gli spazi verdi urbani, soprattutto nel fine settimana e in pausa pranzo, e vuole impegnarsi per mantenerli puliti

Secondo un’indagine commissionata all’Istituto SWG dal Gruppo Sanpellegrino, da sempre impegnato nella salvaguardia dell’ambiente, i cittadini di Milano frequentano i parchi quasi tre volte alla settimana, all’incirca un giorno in più rispetto ai connazionali. Oltre a recarsi negli spazi verdi urbani durante i giorni festivi e nel week end, un milanese su cinque ama trascorrere la pausa pranzo all’aria aperta, circondato dal verde. E l’alta frequentazione dei parchi cittadini porta con sé il desiderio di mantenerli puliti, per non rovinare la magia di queste oasi di relax.

Dotare le aree verdi di cestoni per la raccolta differenziata, in particolare del PET, è fondamentale perché oltre il 40% dei cittadini milanesi consuma al parco l’acqua minerale in bottiglia, abitudine ormai consolidata nel rispetto di una corretta idratazione, e il 17% di essi, non trovando i cestoni adeguati, raccoglie i rifiuti per smaltirli in un secondo momento. La consapevolezza di quanto sia importante riciclare, soprattutto il PET, sta negli anni crescendo, come conferma il 78% dei milanesi, i quali dichiarano che riciclare la plastica aiuta l’ambiente, riduce l’inquinamento e dà nuova vita ai materiali, trasformandoli in risorse.

Per venire incontro ai bisogni dei cittadini milanesi, il Gruppo Sanpellegrino, in partnership con Amsa, società del Gruppo A2A che gestisce i servizi ambientali di Milano, e con il sostegno e il patrocinio del Comune, ha allestito diverse oasi ecologiche - dotate di cestoni predisposti per la raccolta differenziata - in alcuni dei parchi cittadini più frequentati del capoluogo lombardo (Parco Montanelli, Parco Solari, Parco Lambro, Parco Ravizza, Parco Camilla Cederna -Largo Richini – e i Giardini Guastalla).