Newsletter CSR - N° 37

Sanpellegrino si aggiudica il “Premio Logistico dell’Anno”

Vincitore per il secondo anno consecutivo il Gruppo Sanpellegrino  è stato tra i protagonisti del riconoscimento conferito da Assologistica e €uromerci. In questa edizione premiato “Il Successo del NOI”, iniziativa che ha portato alla creazione di valore condiviso e benefici con una riduzione dell’impatto ambientale legato alla movimentazione della nostra merce.

Maggiore efficienza logistica e ambientale grazie al trasporto su rotaia e allo sviluppo di progetti innovativi multimodali. Collaborazione strategica, condivisione di competenze, flussi di trasporto integrati e alto livello di interazione tra noi, Conad e Chep Italia. È da queste azioni e sinergie che è stato possibile ridurre al minimo lo spostamento dei pallet su cui viaggiano i nostri prodotti.

Ma in cosa consiste “Il Successo del NOI”? I centri di distribuzione Conad sono diventati per Chep (leader mondiale nelle soluzioni di pooling di pallet e contenitori) e per Sanpellegrino un’opportunità per ottimizzare il flusso logistico della merce, con una gestione condivisa da parte dei primi due attori che va dalla movimentazione dei pallet su cui viaggiano i prodotti alla riconsegna agli stabilimenti, una volta svuotati. Fino a ieri era Chep ad occuparsi del loro recupero.

Un riconoscimento importante dunque nel nostro percorso di responsabilità, quest’anno ancora più significativo. Uno dei nove premi personali, infatti, è stato attribuito a Luigi Terzi – Logistic Manager Sanpellegrino – grazie ad azioni di sviluppo innovative della modalità ferroviaria in Italia per il Gruppo; con Trenitalia Cargo e Logistica Uno la parte ferroviaria della tratta verso i clienti ha sostituito quella su strada con consegne dirette e tempistiche competitive, anche su lunghe distanze.

Daniela Murelli, Direttore Corporate Social Responsibility Gruppo Sanpellegrino

I bambini del Mugello a scuola di riciclo

Dal 3 al 14 dicembre una mostra/laboratorio interattiva ha insegnato ai più piccoli l’importanza della raccolta differenziata dei materiali e il loro processo di riciclo. Attraverso speciali visite guidate le scuole primarie di nove Comuni della Comunità Montana sono stati sensibilizzati al rispetto del Pianeta e alla tutela dell’ambiente a partire da una corretta gestione dei rifiuti.

Lo scenario era quello settecentesco di Villa Pecori Giraldi a Borgo San Lorenzo, il percorso formato da totem illustrativi su materiali riciclabili e prodotti che da essi possono nascere, video sull’importanza della raccolta differenziata e un’area interattiva per apprendere la “seconda vita” della plastica. Ma anche giochi su display “touch screen”, percorsi tattili e tavoli magnetici per toccare con mano i vari stadi dello smaltimento e come i rifiuti possono diventare risorse, il tutto in compagnia di animatori, ciceroni per oltre 10 giorni di speciali visite guidate. Questa l’anima dell’iniziativa promossa da Acqua Panna, che ha portato i bambini a scuola di riciclo, per una volta, non tra i banchi ma a contatto diretto con carta, plastica, vetro, alluminio, legno, umido e acciaio alla scoperta di questi materiali, con particolare attenzione al PET di cui sono costituite le bottiglie, imballaggio di grande valore perché riciclabile al 100%. Al termine di ogni attività ogni bambino ha poi ricevuto un gadget in PET riciclato e ogni classe un kit didattico con spunti per attività di approfondimento da svolgere in aula.

E se la tutela dell’ambiente è un tema molto caro a Sanpellegrino, ancora più forte è il significato di questa iniziativa per la realtà in cui si è svolta. È proprio in questo territorio, nel Comune di Scarperia all’interno di oltre 1.300 ettari, che si trovano le sorgenti di Acqua Panna, l’acqua minerale del Gruppo da sempre impegnata a diffondere le buone pratiche per il rispetto del Pianeta. L’azienda, come leader del settore in Italia è fondamentale per l’azienda promuovere pratiche virtuose orientate alla sostenibilità, sensibilizzando sull’importanza che i gesti di vita quotidiana possono avere sull’ambiente circostante.

Il Piemonte entra nel nuovo catasto dei ghiacciai italiani

Come si è modificato il glacialismo piemontese negli ultimi 50 anni? Il numero dei ghiacciai e la loro superficie sono diminuiti e in quale misura? In quali settori il regresso è più accentuato e quali condizioni favoriscono la loro conservazione? Una risposta arriva dall’Università degli Studi di Milano che, insieme a Levissima, hanno reso noti i risultati sulla loro evoluzione.

Si aggiunge una nuova importante pagina al nuovo catasto dei ghiacciai del Bel Paese, una vera e propria “fotografia” sul loro stato di salute che, iniziata con un’analisi dettagliata di quelli lombardi avvenuta lo scorso maggio, intende classificarne i fenomeni dopo le ultime rilevazioni del 1962. Alla guida del progetto di ricerca il Prof. Claudio Smiraglia, dell’Università degli Studi di Milano, che insieme al Comitato Ev-K2-CNR e Glaciologico Italiano monitorano l’evoluzione del cuore freddo delle nostre Alpi, principale indicatore dei cambiamenti climatici in atto.

Numerosi i ghiacciai ospitati nella regione e distribuiti in contesti geo-climatici molto diversi: dai piccoli delle Alpi Marittime ai maggiori situati ai piedi del Gran Paradiso e del Monte Rosa. Il confronto tra le recenti foto aeree e i dati del precedente catasto del 1959-1962 evidenzia che il loro numero è lievemente diminuito da 118 a 98 ma la superficie totale si è dimezzata del -50,2%, passando da 56,4 a 28 km². Due grandi sottoinsiemi caratterizzano il glacialismo piemontese: il primo riguarda i gruppi più elevati con una riduzione areale ridotta, il secondo una nettamente più alta in particolare nelle regioni situate a sud. Come inLombardia la frammentazione ha poi portato alla separazione in più apparati, a questa si aggiungono gli accorpamenti di ghiacciai prima considerati unità separate.

Sanpellegrino porta in Italia il Benessere Soggettivo

È la nuova frontiera del sentirsi bene, un benessere cucito su di noi e su misura. Introdotto nel Rapporto Globale sulla Felicità 2013 delle Nazioni Unite e inserito nella politica sanitaria dell’OMS, sempre più principio guida per le politiche sociali e per una ricerca che parte dall’individuo il Benessere Soggettivo viene codificato per la prima volta nel nostro Paese dal Gruppo attraverso il progetto “Costruisci il tuo benessere iniziando da un bicchier d’acqua”.

Un’unità di misura nuova e preziosa riconosciuta a livello internazionale dalle più importanti autorità sanitarie e compresa a tutti gli effetti tra i fattori del benessere sociale. È il Benessere Soggettivo l’ultima prospettiva dello star beneche fonda le sue basi su quattro pilastri fondamentali: alimentazione, attività fisica, benessere sessuale e controllo dello stress, aree riconosciute dall’Organizzazione Mondiale della Sanità per avere effetti determinanti sulla salute e l’equilibrio complessivo dell’individuo.

Alla base di questi fattori c’è il ruolo chiave dell’idratazione perché l’acqua non aiuta solo a dissetare ma svolge funzioni essenziali per l’organismo. Veicolando sostanze nutritive vitali per il corpo viene anche definita nutraceutico, ovvero una sostanza alimentare dalle comprovate caratteristiche benefiche e protettive. Come afferma Umberto Solimene - esperto dell’Osservatorio Sanpellegrino e docente dell’Università di Milano – “sentirsi bene dipende dalla personalizzazione degli equilibri psicofisici della singola persona, spesso compromessi dallo stile di vita odierno e alimentazione e idratazione sono fondamentali per raggiungere il benessere soggettivo”.

Secondo gli esperti, infatti, sono 8 i bicchieri d’acqua che un adulto in buona salute dovrebbe bere in genere ogni giorno, anche se il fabbisogno quotidiano varia in base all’età, agli stili di vita e a specifiche esigenze. L’acqua, inoltre, ricca di minerali garantisce l’assunzione di importanti oligoelementi come calcio, sodio, ferro, magnesio, zolfo, bicarbonato e fluoro che, a seconda della tipologia e della concentrazione, possono soddisfare le diverse esigenze di benessere psicofisico.