Newsletter CSR - N° 35

A Milano gli i-lab sull’acqua e l’idratazione

Vi raccontiamo un weekend di attività dedicati alla scoperta della preziosa risorsa e della corretta idratazione. Il 26 e 27 ottobre, al Museo della Scienza e della Tecnologia, bambini e genitori insieme hanno conosciuto i principi del benessere psico-fisico legati al consumo di acqua minerale.

Divertenti esperimenti di laboratorio, un animatore scientifico e simpatiche dimostrazioni per svelare dubbi sul tema idratazione e mostrare curiosità e caratteristiche delle diverse acque. Per due giorni i più piccoli, insieme alle loro famiglie, sono stati coinvolti negli i-lab Alimentazione per scoprire come l’acqua si muove nel nostro corpo e comprendere meglio l’importanza che questa ha per l’organismo umano.

Il tutto a Milano, all’interno del Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia nell’ambito del progetto educativo “Nutrire il Pianeta, energia per la vita”. L’iniziativa, sviluppata in collaborazione con il nostro Gruppo, si inserisce nel percorso di impegno, portato avanti da Sanpellegrino, sulla valorizzazione del ruolo che l’acqua ha nella vita di ognuno e sull’importanza della corretta idratazione per la salute. Le attività messe in campo nel weekend si sono sviluppate anche attraverso prove ludiche pensate per i bambini guidati all’utilizzo di reagenti e soluzioni colorate per sperimentare le differenze tra le acque, analizzare le cellule al microscopio osservando cosa succede nel corpo umano quando si beve o verificare come si comporta una patata a contatto con acqua e sale per comprendere perché il movimento dell’acqua dipende dai Sali minerali presenti nell’organismo.

Daniela Murelli, Direttore Corporate Social Responsibility Gruppo Sanpellegrino

Giovanni Crosta racconta una Toscana ricca di acque minerali

Tra le regioni con il maggior numero di acque minerali, la terra abitata dagli Etruschi e ricca di sorgenti, risiede su rocce molto diverse tra loro e assume caratteristiche ambientali connotate da forte variazione. Scopriamo col nostro esperto perché ogni acqua minerale è unica ed espressione del territorio in cui sgorga.

Quali le caratteristiche delle rocce in Toscana e che influenza hanno sulla composizione delle sue acque? 
Sono circa 40 le acque presenti nel territorio distribuite su un ampio spazio che va dalla costa tirrenica agli appennini comportando diversità ambientali e della posizione delle aree di ricarica/infiltrazione. Rocce sedimentarie, metamorfiche e ignee determinano la variazione della composizione chimica mentre da segnalare la presenza di acque minerali termali derivanti da circuiti idrotermali abbastanza profondi. In questa regione, nei settori più meridionali si trovano acque ricche di sodio, calcio e carbonati, nelle zone occidentali invece forte la presenza di quelle caratterizzate da calcio, magnesio, sodio, ione carbonato, cloro e solfati.

Quali le differenze tra quelle toscane e le acque delle altre regioni d’Italia?
Prima fra tutte è la variabilità e la presenza di acque termali, soprattutto lungo le aree geotermiche di Lardello, Travale, Amiata fino alla Vulsina. Qui la temperatura varia dai 24°C fino a circa 50°C, influenzata dalle variazioni locali del flusso di calore terrestre, dalla miscelazione con acque più superficiali o dalle diverse caratteristiche e profondità dei circuiti di deflusso sotterraneo. La conseguenza è la presenza di grandi valori di contenuti solidi disciolti e quindi di una elevata mineralizzazione.

Curiosità e false credenze: ecco sfatati alcuni luoghi comuni sull’acqua

Bere acqua ricca di calcio potrebbe creare calcoli, assumiamo acqua solo dalle bevande, bere molto può danneggiare i reni. Per conoscerne meglio il valore e le virtù, sfatiamo questi e altri falsi miti sull’acqua e l’idratazione.

Non si ha necessariamente bisogno di acqua, se ne perde infatti solo una piccola quantità al giorno. Affermazione assolutamente falsa visto che mediamente un adulto sedentario in salute ne perde circa 2.5 litri attraverso l’urina (circa 1,6 litri al giorno); la pelle (circa 450 ml al giorno con la sudorazione) e il vapore acqueo della respirazione (circa 300 ml al giorno). Ecco perché quotidianamente è necessario reintegrarla sia bevendo sia attraverso i cibi che ne sono ricchi. Ma le false credenze tra idratazione e corpo umano non si esauriscono qui.

Prima fra tutte quella secondo cui un’acqua ricca di calcio possa creare calcoli: l’organismo, infatti, assorbe solo la quantità necessaria espellendo quella in eccesso con l’urina. Altrettanto sbagliata la convinzione che bere molto faccia male ai reni: al contrario questi hanno bisogno di molta acqua minerale per eliminare le scorie del corpo e funzionano più efficacemente in presenza di un abbondante rifornimento idrico.

Più in generale, è erroneo ritenere che l’acqua non sia una componente essenziale del nostro corpo. Al contrario siamo fatti per la maggior parte di acqua, la cui percentuale diminuisce quando il corpo invecchia – 75% nei bambini, 60% negli adulti, 50% negli anziani – ecco perchè la sua presenza è di vitale importanza per il normale funzionamento degli organi, tutti molto ricchi di acqua.

Genesi della bottiglia. Dai primi esemplari all’attuale PET

Le prime tracce si avvistano nel I secolo d.C. ma solo nel XV il “contenitore” dell’acqua per eccellenza prende piede in Europa con un primo centro di produzione a Murano. E l’evoluzione della sua silhouette ha visto un susseguirsi di forme e strutture che mutano in base a epoche, correnti artistiche, situazione economica e destinazioni d’uso.

Oggi per tutti è il PET. Vera e propria cassaforte dell’acqua minerale questo materiale, sicuro e dal minor impatto ambientale, è quello con cui sono prodotte le bottiglie che ogni giorno accompagnano le tavole di ognuno. E Sanpellegrino, costantemente impegnata nello studio di questi imballaggi per garantire sempre migliori performance qualitative e sostenibili, ripercorre la storia di questo fondamentale contenitore, una storia che parte da molto lontano nei territori della Siria per arrivare alle nuove frontiere tecnologiche di confezionamento, ancora in perenne divenire.

L’origine della bottiglia risale al I secolo circa quando, attraverso la tecnica del soffio, furono creati piccoli contenitori di vetro ed in seguito anfore e brocche più durature e resistenti. Dal 1400 in poi, con la caduta del prezzo del vetro, se ne ebbe una vera e propria diffusione in Europa e una graduale mutazione delle forme: la produzione di Murano prevedeva bottiglie sferiche con collo altissimo e base circolare mentre il secolo successivo ha visto la nascita di profili in generale più allungati. Le cose cambiarono ulteriormente nel XVII e XVIII secolo quando i movimenti artistici dell’epoca dettarono linee più contorte e artificiose.

La prima acqua minerale imbottigliata documentata poi è datata 1583 e proveniva dalla cittadina termale belga Spa mentre è solo dall’800, agli albori dell’industria dell’acqua minerale, che il processo di imbottigliamento iniziò ad entrare nell’utilizzo comune. Il boom economico degli anni ’70 in Italia fece poi il resto e introdusse il PET, rendendo la bevanda sempre più popolare. Processi e tecnologie che si susseguono tutt’ora e che vedono gli sforzi dei produttori indirizzarsi sulla riduzione dell’impatto ambientale del packaging, sul loro corretto smaltimento sempre garantendo un alto standard qualitativo del prodotto.