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Racconti dalle fonti: Villa Panna come un castello delle fiabe

Villa Panna
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Angela Midollini, Responsabile Qualità di Acqua Panna, vive nel Mugello e la sua famiglia lavora da tre generazioni presso lo stabilimento di Acqua Panna. Il suo legame con l’acqua minerale è dunque fatto di tradizione, di emozioni e di cura, come ci racconta in quest’intervista.

 

Angela, come descriverebbe il suo legame con l’acqua e con quella minerale?

“E’ un legame speciale per molteplici aspetti, perché l’acqua è sinonimo di vita: è parte del nostro essere fin dal concepimento e ogni giorno mi ricorda i miracoli della vita! L’acqua minerale ha una sua purezza originaria, ma non è un’acqua sterile. Per questo necessità di tutte le nostre attenzioni e ci impegniamo affinché non perda le sue caratteristiche originarie.”

 

Qual è la parte più affascinante ed emozionante del suo lavoro?

“Sicuramente la fase di valutazione e analisi sul nostro prodotto e, infine, il riscontro del mercato.”

 

Quando parla alle sue bambine del suo compito nello stabilimento di Panna, cosa racconta loro?

“Partendo dal presupposto che abbiamo un’acqua pura all’origine, il nostro processo di captazione, adduzione acqua allo stabilimento e imbottigliamento non deve assolutamente comprometterla. Quindi, quello che spiego loro è che “meno faccio”, meno cioè interferisco con attività che possono inquinarla, ‘e più sono brava!’”

 

Ha qualche aneddoto o curiosità da raccontarci sulla storia di Villa Panna e sulle sue fonti?

“Frequento Villa Panna da quando avevo 3 anni perché la zia di mio padre lavorava lì come custode e io, mia nonna e mia mamma la aiutavamo ogni tanto nella gestione domestica.

 

Ricordo con emozione i momenti in cui arrivavano i proprietari in Villa: per l’occasione la rendevano ancora più bella! Tutti i lavelli erano riempiti con composizioni di fiori e piante, tutte le luci erano accese e si sentiva forte il profumo di fiori misto all’odore della cera ambra, utilizzata per lucidare la mobilia dell’ottocento. Tutto il personale della Villa era pronto ad accoglierli, rigorosamente vestito in divisa; insomma, per me bambina, era un come vivere all’interno del castello di una meravigliosa fiaba.”

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