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La storia delle acque minerali e di Sanpellegrino

La storia delle acque minerali e di Sanpellegrino
La storia delle acque minerali e di Sanpellegrino

Le acque minerali naturali e le acque di sorgente rappresentano una parte importante del patrimonio culturale italiano, apprezzate e riconosciute per la loro naturale purezza da centinaia, se non migliaia di anni. Dagli antichi Romani ad oggi, ripercorriamo in breve la storia delle acque minerali.

Luoghi di culto

Le sorgenti erano una volta diffusamente considerate luoghi di culto: alcuni studi archeologici hanno dimostrato che nelle sorgenti venivano gettate offerte quali sacrifici per la fertilità, la rinascita e la rigenerazione. Le sorgenti naturali che sgorgavano dal sottosuolo erano infatti considerate magiche, infuse dal tocco divino degli dei che conferivano loro proprietà terapeutiche e curative.

I centri termali nell’antica Roma

Gli antichi Romani erano a conoscenza dei benefici di cui si godeva bevendo pura acqua naturale: man mano che l’impero si espandeva, nelle zone in cui trovavano sorgenti naturali venivano creati sempre più centri termali per fini terapeutici e come attività di svago. I centri termali moderni derivano dalla tradizione romana, e alcuni di questi sono nati in corrispondenza o in prossimità di alcune antiche terme.

I benefici dell’acqua e la commercializzazione

Dalla metà del XVI secolo, alcuni paesi europei quali Belgio, Francia, Italia e Germania cominciarono ad apprezzare i benefici dell’acqua e iniziarono a imbottigliare e a vendere acque minerali naturali che sgorgavano in aree specifiche.

 

I benefici curativi delle acque minerali naturali tornarono ad essere un tema di rinnovato interesse intorno al XVIII secolo grazie alle loro proprietà, considerate un elemento sempre più importante nel processo di guarigione.

 

All’inizio del XIX secolo i centri termali diventarono mete di tendenza per i più abbienti: qui si recavano per immergersi nelle loro acque minerali e godere dei benefici terapeutici. La purezza e il tenore minerale di queste acque minerali naturali hanno fatto sì che venissero vendute come prodotto farmaceutico fino al XX secolo.

La grande distribuzione

Alla fine della Seconda guerra mondiale, l’acqua in bottiglia cominciò ad essere distribuita nei negozi di alimentari e ad essere servita nelle caffetterie e nei ristoranti come bevanda, riconosciuta per le sue proprietà naturali benefiche per la salute e il suo gusto inconfondibile.

La storia del Gruppo Sanpellegrino

Sanpellegrino nasce nel 1899 quando, presso l'omonimo stabilimento termale, esclusivo e rinomato centro di cure dell'epoca, si comincia ad imbottigliare l'acqua che sgorga ai piedi delle Alpi in Valle Brembana. Tra il 1901 e il 1906 l'azienda punta a sostenere l'immagine dell'acqua realizzando il nuovo impianto termale, il Grand Hotel e il Casinò, novità che contribuiscono ad aumentare il numero di visitatori e a diffondere l'immagine del prodotto, che ormai viene distribuito ben oltre le città europee.

 

Dopo aver rinnovato l'impianto termale e lo stabilimento di imbottigliamento, nel 1932 l’azienda introduce i cosiddetti “Soft drink”, primo tra tutti l'Aranciata, nata dalla fusione tra acqua S.Pellegrino, succo di arancia siciliana e zucchero. Negli anni successivi accanto ad Aranciata vengono realizzati nuovi prodotti come il Chinotto, lanciato nel 1956 e diventato subito molto popolare. Nel 1959 nasce la gamma delle Aranciate Sanpellegrino con il lancio dell’Aranciata Amara, subito seguita da Limonata e da altre bevande.

  

Nel 1957 l’azienda fa la sua prima grande acquisizione, Acqua Panna, un marchio importante per il futuro della società, mentre nel 1961 comincia la produzione del Bitter Sanpellegrino, oggi conosciuto come Sanbittèr. Nel 1968 la compagnia diventa, con una media di 150 milioni di bottiglie vendute, uno dei colossi della ristorazione, e questa crescita continua negli anni successivi con la costruzione del nuovo stabilimento e con l'introduzione di sempre nuovi prodotti. Altre tappe più recenti da ricordare per il Gruppo Sanpellegrino sono l’acquisizione di Levissima nel 1993 e l’entrata in relazione con numerose altre aziende del settore, tra cui Perrier, fino al suo completo assorbimento da parte del gruppo Nestlé nel 1998. Infine, nel 2010 si raggiunge il prestigioso record di un miliardo di bottiglie vendute tra acqua minerale S.Pellegrino, bibite gassate e aperitivi.

La tutela delle sorgenti

La storia e la tradizione dei marchi del Gruppo Sanpellegrino fanno parte del patrimonio italiano, pertanto la tutela e la conservazione delle sorgenti da cui i vari brand attingono sono il nucleo centrale dell’operato dell’azienda. Questi marchi sono unici proprio per il luogo da cui provengono ciascuno di loro appartiene a un’area precisa e commercializza un’acqua dal gusto specifico conferito dai minerali naturalmente presenti in ciascuna sorgente.

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