Diario SP Sales Campus Plus 2016

Diario 2016 #3 - Learning by doing

15 Apr 2016

Di Eleonora Voltolina, fondatrice Repubblica degli Stagisti

La freschezza e l'inesperienza con cui ci si affaccia a uno stage sono tipiche dei giovani alle prime armi, ma non è detto che non possano coesistere con un piccolo bagaglio di competenze e capacità già acquisite. Anche perché sempre più spesso gli studenti universitari si mettono alla prova durante gli studi con tirocini, workshop e piccoli lavoretti, per prepararsi al meglio al mercato del lavoro.

Anche tra i 19 stagisti che hanno cominciato da poche settimane il loro periodo di formazione all'interno del Sanpellegrino Sales Campus Plus, il progetto di training on the job di Sanpellegrino, ve ne sono molti che stanno portando in azienda quel che hanno appreso nelle loro precedenti esperienze.

«Imparare facendo rimane forse la forma migliore per quelle competenze che tanto vengono decantate all’università, ma che poi nella pratica non si acquisiscono finché non ci si mette in gioco»: ne è convinto Riccardo Martucci, campussino 24enne originario di Latina che durante percorso universitario, alla Sapienza di Roma, ha cercato «opportunità esterne alle classiche lezioni, che si potessero incastrare con lo studio e che potessero arricchirmi come persona al di fuori della mera teoria studiata sui banchi». Così è entrato a far parte di un’associazione di marketing all’interno della sua facoltà lavorando «all’organizzazione di alcuni eventi, venendo a contatto con imprese, imprenditori e start-upper». Attività che gli hanno permesso «di cominciare a sviluppare le competenze organizzative e di lavoro di gruppo».

Anche Pierluigi Bianchi, 26enne impegnato all'interno del Sanpellegrino Campus nel settore Sales su Roma, ha trovato nel suo ateneo - la Luiss di Roma - un ambiente favorevole: ha avuto l'occasione di prendere parte a «numerosi team working» attraverso cui ha sviluppato alcune competenze prettamente lavorative. Nel contempo collaborava anche con il Coni servizi, interfacciandosi «con un prototipo di clienti - atleti e partecipanti alle manifestazioni sportive - certo molto diversi dal gestore di un punto vendita, ma comunque connotati da differenti sfaccettature». Capendo in fretta quanto le capacità relazionali siano indispensabili per intuire e seguire le "sfaccettature" dei clienti: «Dobbiamo essere bravi ad arrivare a suscitare interesse nel nostro interlocutore e ci dobbiamo adattare al suo carattere personale, che può essere molto conciso, o molto espansivo».

«Imparare sul campo è davvero diverso dal farlo sui libri» concorda Sefora, altra campussina «e sicuramente più interessante e stimolante». Anche nel suo caso l'università ha avuto un ruolo propulsivo: «Ha da sempre spinto noi studenti a fare esperienze di stage, e io ho colto l'occasione. Al triennio ne ho svolto uno di tre mesi in Inghilterra, la mia prima vera esperienza lavorativa in un'azienda; e a soli venti giorni dal rientro in Italia ne ho iniziato un secondo, in un settore del tutto diverso - quello metalmeccanico - occupandomi della pianificazione della produzione». La doppietta di tirocini ha anche permesso a Sefora di rendersi conto di quanto «diverse le dinamiche aziendali di una realtà come quella inglese da quelle italiana».

Ma è stato il terzo stage quello che, idealmente, le ha dato i maggiori strumenti per svolgere al meglio la sua esperienza di oggi: «Quello che maggiormente sto trasportando alla Sanpellegrino è ciò che ho imparato dalla mia terza esperienza di stage, presso Gruppo Colombo - Industrie tessili. Qui ho svolto un progetto di lean implementation, l'ambito in cui mi sono specializzata durante la laurea magistrale, intraprendendo un percorso di eccellenza in lean manufacturing». Certo, Sefora è consapevole che «ogni realtà aziendale è diversa dalle altre»: ed apprezza il Campus proprio per «l'opportunità di capire meglio quali sono gli aspetti più complessi dell'adozione della filosofia e delle metodologie lean».

E anche i piccoli lavoretti estivi, perfino quelli apparentemente più umili e distanti dal mondo della grande azienda, possono rivelarsi strategici. «Ho voluto cimentarmi in piccole esperienze lavorative che potessero darmi quella marcia in più da poter poi spendere sul mercato del lavoro, non appena laureato» racconta per esempio Riccardo. Che ha fatto il promoter, capendo «cosa voglia dire porsi degli obiettivi giornalieri e cercare di raggiungerli facendo bene il proprio lavoro» e anche «l’importanza del lavoro di squadra se veramente si vogliono raggiungere risultati qualitativamente migliori», e il commesso in un fast-food all'estero: qui acquisendo «un'altra skill: il contatto con i clienti: comprendere al volo le esigenze del cliente per soddisfarle nel minor tempo possibile». E da ciascuna esperienza ha tratto esperienze da mettere nel suo bagaglio, fino ad arrivare al Sanpellegrino Campus.