Diario Sp Sales Campus Plus 2015

Diario di viaggio #10 - Quel mix di passione e spirito di iniziativa che agli stagisti non può mancare

01 Jun 2015

Quel brivido di emozione che ti scorre lungo la schiena quando entri per la prima volta nel mondo del lavoro. L'adrenalina, il desiderio di mettere finalmente in pratica quello che hai imparato sui libri, misto all'ansia da prestazione e allo spaesamento di trovarti per la prima volta in un ufficio, in un negozio, in una fabbrica. Il posto degli adulti, dove si lavora.

Chi è ormai "navigato", e si è lasciato alle spalle da molti anni la scuola o l'università, forse non ricorda le sensazioni di quei momenti. Ma per i 24 campussini, i giovani neolaureati che da qualche mese stanno facendo il Sanpellegrino Sales Campus Plu" all'interno di Sanpellegrino, queste emozioni rappresentano la quotidianità. Hanno a disposizione una opportunità notevole, uno stage di 6 mesi all'interno di una delle realtà aziendali più importanti del settore food & beverage mondiale, e l'obiettivo per tutti è quello di trarre il massimo possibile da questa esperienza. Il che vuol dire da una parte imparare, assorbire, crescere dal punto di vista professionale; dall'altra però significa anche avere il - comprensibile - desiderio dimostrare quel che si sa fare, dimostrarsi svegli e capaci, fare una buona impressione sui tutor, sui colleghi, sui clienti.

In una parola, essere intraprendenti. Ma l'intraprendenza è una dote innata? O la si può imparare? «Penso che sia una dote innata che però può continuare a svilupparsi: come tutte le energie, ha bisogno di essere canalizzata nel giusto percorso» dice Sonia, che ha una storia molto particolare: di doppia nazionalità, italiana e iraniana, è arrivata al Sanpellegrino Campus dopo una triennale alla Scuola Superiore di lingue moderne per interpreti e traduttori di Forlì e una specialistica completamente diversa, in Comunicazione d'impresa e pubblicità. Una virata a 360 gradi che non ha avuto timore di compiere, seppur comportasse una scelta dolorosa: ammettere con se stessa e con gli altri che il mestiere che aveva sognato di fare fin da bambina, l'interprete, in realtà non corrispondeva alle sue aspettative e al suo carattere.

«L'intraprendenza è fondamentale in questo stage e credo che sia stata una delle prime capacità che le Risorse Umane di Sanpellegrino hanno cercato di captare in noi durante le selezioni» continua Sonia: «Non credo possa essere appresa da zero, è una spinta che si ha o che non si ha, uno slancio verso la novità. È lo spirito di iniziativa, la risposta pronta e la soluzione veloce: non sempre è quella giusta, ma col tempo si affina!».

«Penso che l’intraprendenza sia un requisito fondamentale non solo in questo stage ma in tutti i lavori» concorda Lisa: «È uno sfogo naturale della passione per il proprio lavoro, della motivazione, quindi credo che tutti siamo intraprendenti nell’ambito che ci appassiona, nel mio caso il settore alimentare». Non a caso prima di arrivare al Campus Lisa all'università ha studiato Scienze e tecnologie della ristorazione, perché fin da adolescente i prodotti alimentari erano il suo pallino: «La passione ci spinge a tirar fuori il meglio di noi stessi: e quindi ad essere intraprendenti».

C'è anche chi la butta su un piano più personale, introspettivo: «L’intraprendenza è un fattore essenziale di crescita» riflette Fabio, ingegnere di origine pugliese: «Senza di essa si rischia di rinchiudersi in abitudini monotone, e bloccare la propria crescita formativa che invece è importante». Fabio affida al diario del Sanpellegrino Campus un ricordo privato: «Penso di essere stato per molto tempo un ragazzo molto pigro; tuttavia poi ho capito, per mia fortuna, che bisogna muoversi per crescere, e ritengo che questa mia dote acquisita mi possa portare a tanti successi, lavorativi e non». Una osservazione poco comune: l'intraprendenza dunque può essere “acquisita”? Certamente sì, secondo Fabio, e anzi può anche essere appresa prendendo qualche amico o collega come modello: «Apprezzo e ammiro tantissimo l’intraprendenza del mio collega Giuseppe, ingegnere presso lo stabilimento di San Giorgio in Bosco» confida: «da lui vorrei imparare ad avere più consapevolezza e fiducia nelle mie scelte».

«Di colleghi intraprendenti ce ne sono molti: non a caso penso che per questo Campus abbiano scelto tutte persone con forte personalità e spirito di intraprendenza» aggiunge Martinacampussina umbra trapiantata a Milano: «Ognuno ha il suo particolare modo di operare, e c’è da apprendere continuamente qualcosa da ciascuno».

L'importante insomma è lavorare sui propri punti deboli - e se ci si accorge di essere troppo poco intraprendenti, trovare una strategia per acquisire fiducia e cambiare marcia: «L’intraprendenza è una dote che si può coltivare» conferma Giuseppe, 24enne pugliese laureato al Politecnico di Bari:  «Per uno stagista esserlo è importante perché più domande si fanno, più si impara. Per quanto mi riguarda so di dover migliorare sotto questo aspetto: ed è proprio quello che sto cercando di fare in questi mesi».