Diario Sp Sales Campus Plus 2015

Diario di viaggio #13 - Flash dalla fabbrica

22 Jun 2015

di Eleonora Voltolina, fondatrice de La Repubblica degli Stagisti

«In uno stabilimento un problema non si presenta come un esercizio di fisica tecnica all'università, dove hai tutti i dati e se usi le formule giuste arrivi ad un risultato. Qui non hai tutti i dati e non hai tutte le formule, ma devi comunque arrivare ad un risultato».

Questa frase è entrata come un punteruolo nella testa di Giuseppe, uno dei campussini che da due mesi e mezzo stanno facendo il Sanpellegrino Sales Campus Plus, uno percorso di stage di 6 mesi all'interno dell’azienda dalla stella rossa.

Giuseppe è un 24enne pugliese laureato al Politecnico di Bari, e lo si potrebbe definire un ingegnere convinto: «Sono sempre stato portato per le materie scientifiche e mi definisco un razionale al 100%. Difficilmente mi faccio prendere dall'impulsività del momento e in tutte le mie scelte analizzo tutte le valide alternative. Così è stato per la scelta della facoltà al termine del percorso che mi ha portato alla maturità scientifica. Ero sicuro di intraprendere studi ingegneristici ma per valutare quale ramo seguire ci ho messo un bel po'. Dopo aver analizzato i programmi di quasi tutti i corsi di laurea del Politecnico e aver ascoltato il consiglio di ingegneri esperti, la scelta è ricaduta su Ingegneria meccanica». E certo non si pente della sua scelta – del resto anche Almalaurea ha recentemente riconfermato la facoltà di Ingegneria al top tra quelle che garantiscono un immediato accesso al mondo del lavoro.

In realtà gli ingegneri non sono tantissimi al Sanpellegrino Campus anche perché l'azienda ha preferito creare una rosa di campussini eterogenea, valorizzando anche altre tipologie di formazione comprese quelle umanistiche. Ma certamente in un'azienda gli ingegneri non possono mancare! Per la sua specializzazione, sull'Energia, Giuseppe è stato destinato all'Area Tecnica nello stabilimento di San Giorgio in Bosco: «Sono nell'Engineering, nel team dell'Energia», racconta: «L'impatto con la realtà aziendale è stato buono. Un po' in punta di piedi inizialmente, data la mia inesperienza, ma più passa il tempo e più mi trovo a mio agio».

Per trovare questa opportunità Giuseppe ha scandagliato la Rete: «Ho fatto molta difficoltà a trovare collegamenti tra il Politecnico e le realtà aziendali. La ricerca post-laurea dunque l'ho condotta personalmente, focalizzandomi da subito solo su grandi aziende: é un criterio di ricerca che mi sono imposto in quanto, avendo l'obiettivo di crescere sotto il punto di vista professionale, penso che solo una grande azienda come Nestlè-Sanpellegrino possa inserire al meglio giovani neolaureati nel mondo del lavoro senza sprecare il talento».

Così, scandagliando il web, Giuseppe è rimasto folgorato dal Sanpellegrino Campus: «Progetti come questo fanno proprio da link tra università e mondo del lavoro». E la felicità massima è stata essere selezionato: «Ho fatto un colloquio su Skype con GiGroup e dopo tre giorni un colloquio direttamente nello stabilimento di S. Giorgio in Bosco. Il giorno successivo ho ricevuto la chiamata più bella: "La settimana prossima iniziamo con una settimana di formazione a Milano e poi successivamente in stabilimento". In una settimana ho cambiato vita, salutato i miei affetti e sono partito per la mia prima esperienza fuori casa».

Adesso l'obiettivo principale è chiaramente quello di «imparare il più possibile e crescere professionalmente»: e la famosa frase su come funziona il lavoro vero in uno stabilimento, e sul problema che deve essere risolto senza poter fare affidamento solo su dati e formule, è diventata per l'ingegnere Giuseppe uno stimolo: «Affiancare all'analisi dei dati il ragionamento è la chiave per arrivare a determinate conclusioni» riflette: «La conoscenza dello stabilimento, che passa dai tantissimi dubbi iniziali, è un fattore determinante che aiuta tale ragionamento».

Il salto dal Politecnico alla fabbrica per ora sta andando benone: «Ci sono veramente tanti aspetti positivi in questo primo periodo di stage. Dalla disponibilità dei miei colleghi più vicini alla considerazione che pian piano mi sto guadagnando» chiude Giuseppe: «So di avere determinate capacità e sto cercando di sfruttarle al massimo per metterle a disposizione del team. E la cosa che più mi rende orgoglioso è che il mio talento viene sempre più apprezzato».