Diario Sp Sales Campus Plus 2015

Diario di viaggio #17 - La formazione è morta, in alto la formazione

12 Oct 2015

di Eleonora Voltolina, fondatrice della Repubblica degli Stagisti

«La formazione tradizionale è morta». Non usa certo giri di parole Jiri Vacek, HR Director del gruppo Sanpellegrino in Italia, quando vuole esprimere un concetto. E in questo caso il concetto è che per entrare nel mondo del lavoro oggi i giovani hanno bisogno di skills che non si apprendono sui banchi di scuola, o all'università, ma direttamente sul campo. Il business gira troppo velocemente per poterlo imparare leggendo libri: bisogna metterci le mani e i piedi dentro, guardare chi ha più esperienza, assorbire, e poi mettersi alla prova in prima persona: “Siamo un’epoca in cui lo sviluppo deve essere permanente per poter vincere”.

Di nazionalità ceca, una carriera internazionale ormai ventennale nell'ambito delle risorse umane, dal 2001 Vacek fa parte della grande famiglia Nestlé e dal 2012 è in Nestle Waters Italy: a lui il compito di coordinare 1600 risorse, ma anche di attirare nuovi talenti. E su questo punto il progetto del Sanpellegrino Campus è un vero fiore all'occhiello: un programma che seleziona i migliori neolaureati e li inserisce in una formazione di 6 mesi intensiva, sia nell'headquarter sia poi sul territorio, “sul campo”, focalizzandosi sul settore “Sales”, che per un'azienda di food & beverage è una colonna portante.

Una formula che, visti i risultati, potrebbe essere mutuata anche da altre realtà aziendali, in Italia e in tutta Europa: il modello del “Sanpellegrino Campus” come fonte di ispirazione per altre aziende interessate a offrire un periodo di formazione on the job ai giovani, soprattutto ai neolaureati, con l'idea di trattenere poi, se possibile, i migliori talenti.

Per alcuni “campussini” in effetti lo stage si trasforma poi in un'assunzione all'interno di Sanpellegrino, altri invece trovano nuove opportunità in altre realtà: per tutti c'è un prezioso bagaglio di formazione e di competenze acquisite, un cv più ricco e un'esperienza che peserà a loro favore nelle future ricerche di lavoro.  Il Campus 2015 si è appena concluso e “già adesso il 75% dei ragazzi ha un lavoro”, rileva Vacek con soddisfazione: “Il nostro obiettivo interno era quello di assicurare che il 70% dei partecipanti al Campus, dopo 3-4 mesi, trovasse una occupazione. Abbiamo raggiunto e superato questo traguardo già prima della chiusura del progetto”.

Non solo. Il Campus si è rivelato anche una iniziativa vincente dal punto di vista della motivazione di chi è già dipendente: “Mi è capitato spesso di sentire alcuni manager dirmi che questo era il più bel progetto che avessero mai fatto” racconta Vacek: “Le persone dei diversi team che hanno lavorato sul progetto – comunicazione, forza vendita, HR, fabbriche – si sono sentite davvero coinvolte”. Il Campus è utile dunque sia agli stagisti sia ai più “senior”: “Non sono stati solo i ragazzi a imparare, ma anche noi abbiamo imparato qualcosa di più – specialmente chi ha svolto il ruolo di tutor. Nelle vendite le persone lavorano da sole, spesso da anni: l’arrivo di ragazzi con idee più aperte e una visione più nuova sicuramente ha dato loro tanto”.

Anche questo potrebbe essere un elemento su cui riflettere, per altre aziende: la possibilità di dare attraverso una iniziativa di questo tipo anche una iniezione di entusiasmo e di proattività ai manager, e in generale di cementare il senso di appartenenza a una realtà aziendale che si dimostra capace di rinnovarsi e di valorizzare i giovani.

La formula del Campus, ideata e realizzata da Sanpellegrino in Italia, sta anche varcando i confini e conquistando manager di altri Paesi: “Il capo zona Europa, quando lo scorso anno è stato lanciato il macro progetto di Nestlé” - qui Vacek si riferisce a “Nestlé Needs Youth”, l'enorme cantiere per favorire l'occupazione giovanile, che si prefigge di creare entro il 2016 20mila opportunità per under 30, tra contratti di lavoro e tirocini, in tutti i Paesi dove Nestlé ha le sue sedi in Europa – “ha detto che in Europa ci sono due modelli da esportare: uno di questi era il Sanpellegrino Campus”. E non è tutto: “Dopo che questo progetto è stato presentato in una conferenza marketing di zona Europa da Stefano Agostini, presidente e CEO di Sanpellegrino, tanti capi del sales – dalla Svizzera all’Inghilterra all’Ungheria – mi hanno chiamato chiedendomi dettagli, per sapere se potevano prendere l’impianto di questo progetto e utilizzarlo nei loro mercati”.

Il Sanpellegrino Campus dunque si avvia a diventare una “best practice” in campo HR per tutto il gruppo Nestlé. Con l'auspicio che anche altre aziende realizzino progetti analoghi, così che l’industria a fianco delle istituzioni  sia sempre più vicina ai giovani e alle loro esigenze.