Diario Sp Sales Campus Plus 2015

Diario di viaggio #7 - Parola ai tutor!

11 May 2015

di Eleonora Voltolina, fondatrice de La Repubblica degli Stagisti

«Lavoro in Sanpellegrino da molto tempo e mi sono sentito orgoglioso che la mia azienda, attraverso il Sanpellegrino Campus, abbia dato ai giovani questa opportunità nonostante il contesto socio-economico difficile: ho sentito una trasmissione di carica e di novità». A parlare stavolta non è un giovane neolaureato, di quei 24 selezionati su 3mila per partecipare al programma di stage all'interno di Sanpellegrino, bensì uno dei “tutor”. Giuseppe Saudino infatti è una delle persone che stanno seguendo passo passo la formazione on the job dei campussini. Arrivato in Sanpellegrino nel 2001, lavora come “Sell out manager” per il canale ingrosso per la zona del centro Italia, che comprende Toscana, Marche, Umbria e Lazio.

«Per emergere in una realtà aziendale ai ragazzi servono umiltà, voglia di imparare, disponibilità ed entusiasmo» dice Saudino: «In azienda è importante essere proattivi, chiedere, dare o provare a dare soluzioni a problemi. Senza però mai perdere il contatto con la realtà: in sostanza un ragazzo su quello che sa deve proporre ed essere proattivo, su quello che non sa deve chiedere. Bisogna prima imparare e poi proporre». Un consiglio prezioso per imparare a dosare bene la propria voglia di mettersi in luce e dimostrare le proprie capacità, imparando anche ad ascoltare e ad attendere il momento giusto per dimostrarsi propositivi senza rischiare di sembrare arroganti.

Un rischio che i campussini di quest'anno non sembrano correre, almeno finora: «Mi ha colpito molto la voglia di mettersi in discussione nel mondo del lavoro con impegno e dedizione» continua Saudino: «Il consiglio che ho dato a tutti i ragazzi che hanno avuto a che fare con me è di vivere questa esperienza non con lo scopo di essere assunti ma con lo scopo di imparare un lavoro. Se uno esce fuori da questa esperienza avendo davvero imparato un mestiere partirà più avvantaggiato».

In quest'ottica il Sanpellegrino Sales Campus Plus diventa una palestra professionale, in cui mettere finalmente in pratica le nozioni teoriche imparate all'università, e fare esperienza di come funziona il mondo del lavoro vero. I campussini su Roma per questa tornata sono cinque: a Giuseppe Saudino ne sono stati affidati due, Vincenzo e Ludovica. «Abbiamo sempre cercato di lavorare di gruppo, di avere contatti reciproci perché lo scambio di pareri penso faccia in generale molto bene» racconta: «Credo di avere con i miei due ragazzi un ottimo rapporto e non penso di sbagliare nel dire che da parte loro sia la stessa cosa».

Trovarsi da un giorno all'altro a dover fare da mentore a due giovani, trasferire le competenze e conoscenze accumulate in anni di lavoro, supervisionare la crescita professionale di persone inesperte che passo dopo passo imparano un mestiere, è certamente un impegno che porta via tempo ed energie. Ma che diventa anche, per i tutor, una iniezione di passione. «I ragazzi mi hanno trasmesso tanto entusiasmo» conferma Saudino: «Non che io non ne abbia nel lavoro che faccio, ma parlo di quell’entusiasmo fresco, giovane, quello della prima volta, che è un entusiasmo diverso da quello che uno ha nella continuità del proprio lavoro. Mi hanno trasmesso l’orgoglio di lavorare in un’azienda come la nostra e da questo punto di vista mi hanno rinfrescato alcuni valori che dopo anni, anche se ce li hai dentro, fa sempre un certo effetto rivedere». Anche perché uno dei valori su cui Sanpellegrino ha scelto di fondare la sua attività, il primo che appare anche sul sito, è proprio quello delle  «Persone al centro: la cura del vero "motore" di ogni progetto interno ed esterno».

In un ideale confronto tra la generazione dei giovani che oggi si affacciano al mondo del lavoro e quella di vent'anni fa, quali sono le differenze? «Quello che ho visto in questi ragazzi è che sono più pronti rispetto alle persone, anche laureate, che conosco. Non so se questo dipenda da un sistema universitario differente rispetto a quello che c’era nella mia generazione, ma l’impressione è che siano molto più reattivi». Saudino focalizza una delle caratteristiche certamente più frequenti dei giovani nati tra la fine degli anni Ottanta e l'inizio degli anni Novanta: non ancora “nativi digitali”, è vero, ma cresciuti nel flusso di informazioni immediate. La generazione Y, o “MTV generation”, come la chiamano.

Ma come vede i neolaureati di oggi una persona che ha già alle spalle vent'anni di esperienza lavorativa? «Oggi sono il primo a dire che nel mondo del lavoro la laurea è fondamentale: ti dà una preparazione importante». Saudino si dissocia dunque in maniera netta da chi predica che studiare è una perdita di tempo, e che in Italia ci sono fin troppi laureati: tutto il contrario. E dà qualche consiglio a chi ha appena finito il percorso universitario: «Capisco che molti vogliano subito trovare lavoro per quello che hanno studiato. Il consiglio che mi sento di dare è di cominciare a fare un’esperienza nel mondo del lavoro anche non in linea con quello che si è studiato, perché è una cosa differente rispetto all’università. Ti dà le basi per affrontare anche un possibile colloquio di lavoro con un’azienda a cui si ambisce».