Diario SP Sales Campus Plus 2016

Diario 2016 #1 - Gli stagisti sono “linfa vitale”, riparte la nuova edizione del Sanpellegrino Sales Campus Plus

07 Mar 2016

di Eleonora Voltolina, fondatrice de Repubblica degli Stagisti

La terza edizione del Sanpellegrino Sales Campus Plus è partita e ai 19 nuovi  “campussini” il benvenuto è stato dato direttamente dall'AD Stefano Agostini. Che all'evento inaugurale, nell'headquarter italiano di Nestlé, ha condiviso i ricordi dei suoi esordi lanciando un messaggio forte: che anche dagli inciampi si impara e che la vita professionale, così come quella privata, si costruisce per tentativi e con impegno, senza sottrarsi alle sfide e alle difficoltà. 

«A 18 anni sono andato via di casa, ho fatto l'ufficiale di Marina per tre anni, poi sono tornato a casa e mi sono messo a lavorare con mio padre». Ma c'è stato un imprevisto: «Lui dopo un anno… Mi ha licenziato!». Anche dal punto di vista accademico il percorso è stato turbolento: «Dopo due anni di Ingegneria mi sono iscritto a Scienze politiche, perché a Genova era l'unica facoltà senza obbligo di frequenza. Di giorno lavoravo e di notte studiavo». 

Agostini ha cominciato proprio dal settore Sales: «Ero venditore, andavo in giro a fare i grossisti, la grande distribuzione, a pranzo anche i ristoranti. Ho avuto ottimo capi, molto differenti, che mi hanno insegnato tanto: anche a tirare fuori l'ambizione». Un fattore che non manca ad Agostini, diventato AD di Sanpellegrino a soli 43 anni, e che sicuramente alberga in molti campussini. 

Nella carriera di Agostini c'è anche una esperienza all'estero: «Il gruppo Nestlé mi ha dato l'occasione di uscire dall'Italia, sono andato in UK con moglie e due figli: la terza è nata lì. Sono stati tre anni intensi, importanti, non facili. Pensavo di sapere molte cose, soprattutto l'inglese: ho scoperto di non sapere molte cose, soprattutto l'inglese!». A quarant'anni, si è dovuto «rimettere in gioco, rivedere i metodi di leadership che avevo consolidato in Italia», imparare nuove cose.

E lo ha fatto in maniera così convincente da essere richiamato a fare l'AD di Sanpellegrino Italia: «Nello stesso gruppo dove ero entrato vent'anni prima come venditore: è stato un momento di grandissima soddisfazione e responsabilità. Sono diventato capo di molti amici, colleghi… e anche di qualcuno dei miei ex capi! Nel 2007 l'azienda stava subendo dei cambiamenti, erano anni non facili, anche perché era arrivata la crisi. Siamo tornati poi a crescere e a migliorare le nostre quote e la nostra competitività in Italia».

Agostini ha trasmesso ai campussini l'orgoglio di far parte della grande famiglia Nestlé: «Sanpellegrino è una icona e un simbolo del “Made in Italy”, esportiamo in 145 paesi». E rivolgendosi direttamente a loro, ha ribadito: «Avete una grandissima opportunità. Metteteci tanta dedizione e fate tante domande. La nostra priorità è darvi 6 mesi di formazione: se poi porterete dei risultati ne saremo contenti, ma l'obiettivo é quello di farvi fare un'esperienza che vi permetta di trovare un posto di lavoro, qui o anche in altre aziende».

Il Sanpellegrino Campus è il progetto attraverso cui da qualche anno Sanpellegrino offre a un selezionassimo gruppo di neolaureati la possibilità di fare uno stage di 6 mesi e di accedere a una intensa formazione on the job. Ogni anno il gruppo finale è formato non solo da economisti e ingegneri, ma anche da laureati in materie umanistiche, le cosiddette lauree deboli: «Quando ci siamo confrontati con le risorse umane e con le altre direzioni per dar vita a questo progetto, uno degli obiettivi è stato quello di avere una rappresentanza di genere fra uomini e donne» spiega Agostini, «ma anche una rappresentanza geografica, quindi giovani ben distribuiti sul territorio nazionale, e infine una rappresentanza di università con profili differenti. Perché crediamo veramente nel fattore della diversità, intesa come esperienze, culture, know-how differenti, ma anche genere ed età: può dare a un'azienda strutturata come la nostra nuove idee, nuova linfa, nuovi punti di vista».

E sentirsi definire “nuova linfa” dev'essere stato davvero il migliore dei benvenuti per i 21 nuovi campussini.