Diario SP Sales Campus Plus 2016

Diario 2016 #5 - I tutor? Giovani e vicini ai campussini. Il modello Sanpellegrino

28 Apr 2016

di Eleonora Voltolina, fondatrice Repubblica degli Stagisti

«Insegniamo ai ragazzi a gestire la pressione, e a spiegare le ali». Così Davide Azzolini, manager di Sanpellegrino nell'ufficio Trade marketing di Assago, descrive con due concetti quasi opposti – nel gestire la pressione c'è molta “pratica”, nello spiegare le ali c'è quasi “poesia” – il suo ruolo di tutor all'interno del progetto Sanpellegrino Sales Campus Plus, il programma di formazione on the job che Sanpellegrino dedica ai neolaureati.

Quest'anno sono 19 i “campussini”, selezionati tra migliaia di candidati: tutti under 30 e Azzolini, coi suoi 31, è quasi un loro coetaneo – come loro fa parte della generazione dei “Millennials”, i giovani che sono diventati maggiorenni a partire dall'anno 2000. Questo assume una valenza particolare: «Sono vicino a loro come generazione, pertanto questo mi aiuta a confrontarmi con loro e parlare lo stesso linguaggio».

Anche Oscar Paleni è un trentenne - per la precisione, ha 33 anni: è TPM coordinator e NCE Champion dello stabilimento di San Pellegrino Terme, dove si producono oltre alla celeberrima acqua minerale S. Pellegrino anche il Chinò (sia il chinotto classico sia nella versione senza zucchero), l'aperitivo analcolico Sanbittèr e le mitiche bibite Sanpellegrino.

Bergamasco, seppur giovane Paleni festeggia quest'anno il ragguardevole traguardo dei dieci anni in Sanpellegrino. Il suo impegno come tutor è far comprendere ai giovani che gli vengono affidati  che «i punti fondamentali sono cercare di lavorare in gruppo e integrarsi nella routine giornaliera. In uno stabilimento grande come quello di San Pellegrino Terme l’errore da evitare è quello di puntare a lavorare da solo». Insomma «É la squadra che fa la differenza, bisogna saper lavorare in team».

Ma uno dei tutor più giovani in assoluto è Luciano Carbone, 28enne entrato in Sanpellegrino quattro anni fa e oggi supervisore di manutenzione: «Noi tutor ai ragazzi insegniamo l’atteggiamento da utilizzare nel contesto lavorativo in cui si trovano, completando la parte di formazione che manca dall’università».

In quest'ottica lo stage acquista quel valore prezioso di cuscinetto tra il momento della formazione in aula e dello studio sui libri e il momento dell'applicazione pratica di quel che si è studiato – che in realtà dovrebbe sempre essere il suo scopo principale: per questo il ruolo del tutor è così importante!