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Regione che vai, acqua che bevi: Toscana

Regione che vai, acqua che bevi: Toscana

La Toscana è una delle regioni con il maggior numero di acque minerali. Nel territorio se ne contano circa 40: queste provengono da sorgenti distribuite su un ampio spazio, che include aree poste in prossimità alla costa tirrenica fino allo spartiacque appenninico. Ciò comporta una forte variazione delle caratteristiche ambientali nonché della posizione delle aree di ricarica/infiltrazione. Questo e molto altro ci spiega Giovanni Crosta, del dipartimento di Scienze dell’Ambiente, del Territorio e Scienze della Terra dell’Università Milano-Bicocca.

Di che tipo sono le rocce presenti in Toscana?

Le rocce toscane sono molto varie: sedimentarie, metamorfiche e ignee. Ed è proprio la loro diversità a determinarne la grande variazione di composizione chimica. A livello locale si segnala la presenza anche di circuiti idrotermali abbastanza profondi che danno vita ad acque minerali termali, che hanno temperature superiori a quelle medie ambientali.

Le caratteristiche delle rocce influiscono sulla composizione chimica delle minerali che da esse sgorgano? E come?

Come sempre le caratteristiche delle rocce determinano le proprietà chimiche delle acque, così come la lunghezza e i tempi dei loro percorsi di filtrazione. In Toscana, quindi, nei settori più meridionali si ritrovano acque ricche in sodio, calcio e carbonati. Nella parte occidentale, quelle caratterizzate da una forte presenza di calcio, magnesio, sodio, ione bicarbonato, cloro e solfati.

Rispetto alle altre regioni d’Italia, come si differenziano le acque minerali toscane?

Un aspetto interessante delle acque toscane è la variabilità e la presenza di acque termali specie lungo le aree geotermiche (Larderello, Travale, Amiata fino all’area Vulsina). In questi casi la temperatura dell’acqua varia dai 24°C fino a circa 50°C, per l’influenza di locali variazioni del flusso di calore terrestre, la miscelazione con acque più superficiali o le diverse caratteristiche e profondità dei circuiti di deflusso sotterraneo. La conseguenza è la presenza in queste acque di grandi valori di contenuti solidi disciolti, e quindi un’elevata mineralizzazione.

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