Salta al contenuto principale
Ambiente & Territorio

Empowering Consumers for the Green Transition: guida alla Direttiva (UE) 2024/825

Empowering Consumers for the Green Transition: guida alla Direttiva (UE) 2024/825
Empowering Consumers for the Green Transition: guida alla Direttiva (UE) 2024/825

Data Articolo: 04.02.2026

La Direttiva (UE) 2024/825, ufficialmente nota come direttiva per la "responsabilizzazione dei consumatori per la transizione verde", rappresenta una pietra miliare della strategia europea per il mercato unico. Pubblicata nel marzo 2024, questa norma punta a trasformare il modo in cui le aziende comunicano la sostenibilità, proteggendo i cittadini da pratiche ingannevoli e promuovendo un'economia realmente circolare.

L'obiettivo è ambizioso: permettere ai consumatori di compiere scelte d'acquisto informate che contribuiscano a un consumo più sostenibile, eliminando la confusione generata da messaggi pubblicitari vaghi o infondati.

Direttiva (UE) 2024/825: cosa cambia nella comunicazione

Uno dei pilastri della direttiva è il contrasto al cosiddetto “ecologismo di facciata”: le nuove regole modificano la direttiva sulle pratiche commerciali sleali, introducendo divieti specifici per diverse condotte comuni:

  • Asserzioni ambientali generiche: sarà vietato utilizzare termini vaghi come "eco-friendly", "green", "sostenibile" o "amico della natura" se non supportati da prove scientifiche solide, verificabili e certificazioni ufficiali.
  • Neutralità climatica tramite compensazione: è posto un divieto assoluto di vantare un impatto neutro, ridotto o positivo sull'ambiente (es. "prodotto a zero emissioni") basandosi esclusivamente sulla compensazione delle emissioni di gas serra (come l'acquisto di crediti di carbonio).
  • Marchi di sostenibilità non verificati: saranno ammessi solo marchi di sostenibilità basati su sistemi di certificazione aperti, trasparenti e verificati da terze parti indipendenti, oppure stabiliti dalle autorità pubbliche (come l'Ecolabel UE).
  • Pubblicità fuorviante sul prodotto nel suo complesso: non si potrà vantare la sostenibilità di un intero prodotto se l'azione ambientale riguarda solo una sua piccola parte o uno specifico elemento dell'attività aziendale.

Obsolescenza programmata e diritto alla riparazione

La direttiva affronta anche la sfida della durabilità dei prodotti, contrastando l'obsolescenza precoce:

  • Informazioni sulla durata: le aziende dovranno fornire informazioni chiare sulla durata prevista dei prodotti e sulla loro riparabilità prima dell'acquisto.
  • Etichetta armonizzata europea: verrà introdotto un sistema di etichettatura unico per comunicare in modo trasparente la garanzia commerciale di durabilità, permettendo ai consumatori di confrontare facilmente i prodotti.
  • Divieto di limitazioni software: sarà vietato nascondere informazioni che indicano come un aggiornamento software possa compromettere la funzionalità del bene o indurre a sostituirlo prematuramente (es. inchiostro delle stampanti).

Tempi di attuazione e sanzioni

La Direttiva 2024/825 è già entrata in vigore a livello europeo il 26 marzo 2024. Ecco le tappe fondamentali per l'Italia e gli altri Stati membri:

  • 27 marzo 2026: scadenza per il recepimento formale della direttiva nelle leggi nazionali. In Italia, il Consiglio dei Ministri ha già approvato lo schema di decreto legislativo nel novembre 2025.
  • 27 settembre 2026: data ufficiale di applicazione delle nuove norme per tutte le aziende.

Le aziende che non si adegueranno rischiano sanzioni pesanti da parte dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM), che includono multe pecuniarie, l'obbligo di rettifica pubblica dei messaggi e un significativo danno reputazionale.

L’impegno del Gruppo Sanpellegrino

Il Gruppo Sanpellegrino ha intrapreso un percorso di adeguamento proattivo alla Direttiva (UE) 2024/825, integrando trasparenza e rigore scientifico nella propria comunicazione ambientale. Un pilastro centrale di questo impegno è l'utilizzo dell'analisi LCA (Life Cycle Assessment), conforme agli standard internazionali ISO 14040 e 14044, che permette di misurare l'impronta di CO2 lungo l'intero ciclo di vita dei prodotti con risultati verificati da enti terzi indipendenti. Sanpellegrino svolge questa analisi dal 2021 per i propri marchi principali come S.Pellegrino, Acqua Panna, Levissima e le Bibite Sanpellegrino.

In linea con le nuove restrizioni, l'azienda punta su certificazioni credibili e riconosciute, come lo standard dell'Alliance for Water Stewardship (AWS), che il Gruppo ha conseguito per tutti i suoi stabilimenti che attesta la gestione responsabile e condivisa delle risorse idriche. Inoltre, l’impegno aziendale a supporto degli ecosistemi locali e la riduzione dell’impatto ambientale è misurato e rendicontato nel Bilancio di Sostenibilità, il report che presenta le iniziative implementate e i risultati verificabili raggiunti, con l’obiettivo di contribuire a benefici concreti per persone, comunità e territorio.

Un cambiamento culturale per il mondo delle imprese

La direttiva "Empowering Consumers" non è solo una norma tecnica, ma un vero cambiamento culturale. Essa spinge le imprese a integrare la sostenibilità in modo strutturale, trasformando le dichiarazioni ambientali da semplici strumenti di marketing a elementi misurabili e verificabili della performance aziendale. Per il consumatore, significa avere gli strumenti per distinguere chi investe realmente nel futuro del pianeta da chi lo fa solo a parole.

Articolo successivo