Salta al contenuto principale
Idratazione & Gusto

Sai leggere l’etichetta dell’acqua minerale?

Sai leggere l’etichetta dell’acqua minerale?
Questo Articolo è

Orientarsi tra le tante indicazioni presenti sull’etichetta delle acque minerali e leggerla correttamente spesso può non essere cosa semplice per i non addetti ai lavori. Ma può essere meno difficile di quanto si pensi, basta avere chiari alcuni elementi *.
 

Da dove viene e come si chiama?

Sulla bottiglia deve essere presente innanzitutto la denominazione “ACQUA MINERALE NATURALE” per distinguerla da altre acque. Inoltre deve essere specificata la denominazione propria dell’acqua, riportata nel Decreto di riconoscimento emesso dal Ministero della Salute.
 

Deve poi essere specificato il luogo d’origine, ossia la località dove l’acqua viene imbottigliata, e la dicitura di identificazione del lotto, un dato che permette di individuare la partita del prodotto e la sua linea di imbottigliamento, ai fini della rintracciabilità.
 

Cos’è il termine minimo di conservazione?

Sull’etichetta è specificato il termine minimo di conservazione (abbreviato con la sigla t.m.c.), che viene esplicitato con la frase: “da consumarsi preferibilmente entro la fine”. Se non si sa cosa questo voglia dire, potrebbe esserci il rischio di male interpretarne il significato. Cos’è quindi? E’ la data che indica fino a quando il prodotto mantiene le sue proprietà specifiche in adeguate condizioni di conservazione.
 

Cosa c’è dentro l’acqua minerale?

La composizione di un’acqua minerale naturale è determinata dalla presenza di elementi maggiori ed elementi in traccia. Gli elementi maggiori possono essere suddivisi a loro volta in cationi (+) e anioni (-); i principali sono: Calcio, Magnesio, Sodio e Potassio Bicarbonati, Cloruri e Solfati. Gli elementi in traccia sono sostanze caratterizzate da basse concentrazioni (es: Litio, Stronzio, Fluoro).
 

Il residuo fisso permette di capire quali di questi elementi sono presenti nell’acqua: questo termine indica infatti la quantità di sali minerali e oligoelementi contenuti in un litro. Sull’etichetta si trovano i loro nomi e le concentrazioni in cui sono presenti espresse in milligrammo/litro.
 

Nelle acque minerali il residuo fisso costituisce un parametro sintetico che permette di classificarle:
 

  • Minimamente mineralizzate (quando il residuo fisso è inferiore o uguale a 50 mg/l). Si tratta di acque definite “leggere” che favoriscono la diuresi e l’espulsione di piccoli calcoli renali.
  • Oligominerali (quando il residuo fisso è compreso tra 50 e 500 mg/l). Dal momento che contengono poco sodio sono ideali per essere bevute a tavola ogni giorno. Tra i vari benefici svolgono anche un’ottima azione diuretica. In Italia queste sono quelle maggiormente diffuse, oltre il 61% di tutte quelle presenti sul territorio.
  • Medio minerali (quando il residuo fisso è compreso tra 500 e 1.500 mg/l). Questo tipo di acqua contiene un’alta percentuale di sali minerali. Ricche di sali minerali (quando il residuo fisso è superiore a 1.500 mg/l). Sono acque molto ricche di sali. Per questo sono spesso utilizzate a fini curativi e solo su consiglio medico.

Cosa vuol dire “microbiologicamente pura”?

Sull’etichetta può essere riportata anche la dicitura “microbiologicamente pura”. E’ un’indicazione facoltativa e significa che l’acqua minerale non contiene alcun microrganismo pericoloso per la salute. L’acqua minerale è microbiologicamente pura in virtù della sua caratteristica più importante: a differenza dell’ordinaria acqua potabile è pura all’origine.
 

Altre indicazioni
Sulla bottiglia sono poi riportate altre indicazioni aggiuntive, come la quantità nominale (contenuto), il codice a barre, le istruzioni per il riciclo della bottiglia e quelle per la corretta conservazione del prodotto.
 

Come viene stabilito cosa può essere scritto sull’etichetta?

E’ il Ministero della Salute, come previsto dal DECRETO LEGISLATIVO 8 ottobre 2011, n. 176 Attuazione della direttiva 2009/54/CE, sull’utilizzazione e la commercializzazione delle acque minerali naturali, che riconosce e autorizza un’acqua “Minerale Naturale” in quanto tale. Ed è sempre il Ministero della Salute che, dopo una valutazione degli studi clinici-farmacologici, autorizza le eventuali indicazioni favorevoli alla salute che possono essere riportate in etichetta, secondo alcune espressioni previste dal Ministero stesso, come per esempio “stimola la digestione”, “può favorire le funzioni epatobiliari”.
 

Chi si occupa del controllo delle acque minerali?

Le operazioni di vigilanza e controllo in materia igienico sanitaria delle acque minerali naturali sono effettuate dalle Autorità Sanitarie (ASL, laboratori ARPA, NAS). Le ispezioni ed i prelievi dei campioni da sottoporre alle verifiche analitiche possono essere effettuati in qualsiasi momento e lungo tutta la catena produttiva e di distribuzione (a partire dalle sorgenti, lungo la rete idraulica di adduzione, sugli impianti in stabilimento, nei magazzini e depositi, nei punti vendita). Un giudizio di non conformità qualitativa su un’acqua minerale naturale comporta la revoca del Decreto di riconoscimento ministeriale e di autorizzazione alla vendita della stessa.
 

* Alcune informazioni contenute nell’articolo sono elaborate dal sito www.mineracqua.it

 

Articolo successivo