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Ambiente e Territorio

Bottiglie biodegradabili e bottiglie in plastica vegetale: cosa sapere

Bottiglie biodegradabili e bottiglie in plastica vegetale: cosa sapere
Bottiglie biodegradabili e bottiglie in plastica vegetale: cosa sapere
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Bioplastica e plastica riciclata: facciamo chiarezza

Il termine “plastica” identifica una famiglia di materiali polimerici derivati dalla raffinazione del petrolio ed ampiamente utilizzati per realizzare prodotti di uso quotidiano quali bottiglie, piatti, bicchieri, contenitori, imballaggi, ma anche componenti di apparecchiature elettroniche o mediche, elettrodomestici, automobili e molto altro ancora.

 

Dal momento che il ciclo di vita della plastica impatta notevolmente sull’ambiente, in particolare per le emissioni di gas ad effetto serra generati nella fase di produzione della plastica e per l’inquinamento dei mari conseguenza di uno smaltimento scorretto, molti studi di ricerca sui materiali hanno prodotto innovazioni volte a ridurne l’impatto ambientale. Innovazioni relative sia alla fase di produzione, che hanno permesso di utilizzare fonti rinnovabili alternative al petrolio, che innovazioni che riguardano la fase di smaltimento grazie ad un efficientamento del processo di riciclo, rendendo i rifiuti di plastica una risorsa destinata a nuova vita. Dall’implementazione di queste innovazioni sono entrati in uso comune termini quali bioplastica, plastica biodegradabile o compostabile e contenuto di plastica riciclata (ad esempio “bottiglie contenenti r-PET), sui quali è necessario fare chiarezza: scopriamo in cosa consistono e quali sono le loro proprietà.

Bioplastica: cosa sono le bioplastiche

Secondo la definizione data dall’European Bioplastics, le bioplastiche sono un insieme di materie plastiche biodegradabili, quindi la cui composizione chimica ne permette la decomposizione in acqua, CO2 e compost da parte di microorganismi in particolati condizioni fisiche, oppure a base biologica, ovvero composte in tutto o in parte da materiali derivanti da biomasse, o plastiche che possiedono entrambe le proprietà.

Ne consegue che una plastica a base biologica non necessariamente è anche biodegradabile. Questo perché la proprietà della biodegradazione non dipende dalla fonte di un materiale, ma è piuttosto legata alla sua struttura chimica. In altre parole, le plastiche 100% a base biologica possono essere non biodegradabili ed al contempo quelle 100% a base fossile possono invece biodegradarsi.

Plastica Biodegradabile e compostabile

Con il termine biodegradabilità in generale si indica la capacità da parte di un materiale di subire la degradazione biologica o biodegradazione. Secondo la EN 13432, norma armonizzata del Comitato europeo di normazione relativa alle caratteristiche che un materiale deve possedere per potersi definire biodegradabile o compostabile, un materiale per definirsi compostabile deve soddisfare ciascuno dei seguenti requisiti:

  • biodegradarsi almeno del 90% entro 6 mesi;
  • disintegrarsi per almeno il 90% in frammenti di dimensioni inferiori a 2 mm entro 3 mesi;
  • esserci assenza di effetti negativi sul processo di compostaggio;
  • riscontrare bassi livelli di metalli pesanti e assenza di effetti negativi sul compost finale.

Bio-based PET e PLA

All’interno della famiglia delle bioplastiche troviamo le plastiche derivanti in parte o del tutto da materie prime rinnovabili, quali amido di mais, barbabietola, canna da zucchero ed altro ancora. Il bio-based PET proviene solo in parte da materie prime rinnovabili, ha una struttura chimica analoga al PET di origine fossile e per questo motivo non è biodegradabile ma deve essere riciclato nella plastica. Il PLA invece deriva completamente dalla trasformazione di materie prime rinnovabili e per la sua struttura chimica è biodegradabile e compostabile in 80 giorni esclusivamente negli appositi siti di compostaggio industriale. Le bottiglie di PLA sono conformi alla norma UNI EN 13432 e, a differenza delle bottiglie in PET, devono essere smaltite nell’organico ad esclusione del tappo che è raccolto nella plastica.

Scopri come avviene il riciclo del PET

Le bottiglie in PET di origine fossile o bio-based PET utilizzate per contenere acqua minerale, latte e bibite, correttamente conferite nella raccolta differenziata della plastica, possono diventare la materia prima seconda utilizzata per produrre nuove bottiglie con plastica riciclata (R-PET). Il processo di riciclo rispetta severi criteri qualitativi al fine di garantire gli stessi parametri della plastica vergine in termini di sicurezza alimentare e qualità.

 

Scopri di più sull'uso degli imballaggi sostenibili da parte del Gruppo Sanpellegrino

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