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Ambiente e Territorio

Come si forma l’acqua minerale: significato e caratteristiche

Come si forma l’acqua minerale: significato e caratteristiche
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Dalla sorgente alla tavola

L’acqua minerale che tutti conosciamo e che arriva nelle nostre tavole è il frutto di un lento e lungo processo di formazione che la porta, in diversi stadi, ad assumere proprietà ed elementi capaci di renderla unica e distintiva. Scopriamo come si forma l’acqua minerale.

Acqua minerale: definizione

“Sono considerate acque minerali naturali le acque che, avendo origine da una falda o giacimento sotterraneo, provengono da una o più sorgenti naturali o perforate e che hanno caratteristiche igieniche particolari e, eventualmente, proprietà favorevoli alla salute”.

 

È questa la definizione ufficiale di acqua minerale secondo la legge italiana. Ma ci sono molte caratteristiche che un’acqua minerale deve avere per essere riconosciuta come tale ed è importante esserne consapevoli.

 

Leggi di più sulle differenze tra acqua minerale e acqua potabile

 

Storia dell’acqua minerale

Già gli antichi romani erano a conoscenza dei benefici di cui si godeva bevendo pura acqua naturale, ma è agli inizi del XVII secolo, con lo sviluppo del termalismo, che nasce il commercio delle acque minerali. Solo nell'800 nasce invece la vera e propria industria dell'acqua minerale: nel 1820 a Saratoga l’acqua delle sorgenti minerali fu imbottigliata per la prima volta secondo processi industriali, mentre in Italia i primi esperimenti di commercializzazione di acqua minerale si verificarono attorno al 1890. Sul finire del XIX, siamo nel 1899, viene fondata la Società per l’imbottigliamento dell’acqua di San Pellegrino, che da lì in avanti, fino ad arrivare ai giorni nostri, esporterà in tutto la S.Pellegrino.

 

Alla fine della Seconda guerra mondiale, riconosciuta per le sue proprietà naturali benefiche per la salute e il suo gusto inconfondibile, l’acqua in bottiglia cominciò ad essere distribuita nei negozi di alimentari e ad essere servita nelle caffetterie e nei ristoranti come bevanda. È negli anni ’70 che l’acqua minerale entra sulle tavole di tutti gli italiani grazie al boom economico e, anche grazie alla pubblicità, diventa nell’immaginario collettivo la bevanda dissetante per eccellenza.

 

Gli italiani sono oggi i più grandi consumatori al mondo di acqua minerale in bottiglia: secondo i dati contenuti nel libro bianco “Valore acqua 2021” realizzato da The European House – Ambrosetti, nel nostro Paese si consumano in un anno 200 litri pro capite, contro una media europea di 118 litri.

 

L’acqua minerale: caratteristiche e differenze con le altre acque

Le acque minerali rappresentano una realtà unica:

 

-       Provengono da sorgenti o falde sotterranee,

-       Sono batteriologicamente pure all’origine,

-       Presentano una composizione e caratteristiche costanti,

-       Devono essere imbottigliate in prossimità della sorgente,

-       Arrivano sulla tavola così come sgorgano alla fonte, senza interventi di alcun tipo.

 

Ma soprattutto è il Ministero della Salute, come previsto dal Decreto Legislativo n. 176 dell’8 ottobre 2011 attuazione della Direttiva 2009/54/CE sull’utilizzazione e la commercializzazione delle acque minerali naturali, che riconosce e autorizza un’acqua “Minerale Naturale” in quanto tale.

 

Scopri anche la differenza tra acqua minerale, oligominerale e naturale

Come si formano le acque minerali?

Il punto di partenza è il ciclo dell’acqua  che è costituito da 4 fasi fondamentali: precipitazione, evaporazione, corso in superficie e infiltrazione.

 

Le molecole di H2O attraversano tutte queste fasi.

Il sole fa evaporare l’acqua degli oceani e dai corsi superficiali, questa poi si condensa e ricade sulla terra attraverso la pioggia e le altre forme di precipitazioni.

Un processo che si ripete senza sosta e che non ha un inizio o una fine e nemmeno un ordine preciso. Prima di raggiungere gli oceani, infatti, l’acqua può evaporare, condensare, precipitare e scorrere più volte.

 

L’acqua può ricadere sulla superficie terrestre e in parte infiltrarsi nel terreno scorrendo nel sottosuolo e tra le rocce, alimentando le falde idriche e diventando in alcuni casi, acqua minerale naturale. Infatti, l’acqua minerale proviene da circuiti idrogeologici che si sviluppano nel sottosuolo entro formazioni geologiche permeabili, dette «acquiferi», formate da roccia o da materiali sciolti porosi come ghiaie o sabbia.

 

Generalmente i percorsi sotterranei delle acque minerali raggiungono profondità rilevanti, anche di molte centinaia di metri, con tempi di permanenza anche di decine di anni. Nel suo percorso sotterraneo l’acqua si depura e a contatto con le rocce si arricchisce di sali minerali acquistando le proprietà chimiche e chimico-fisiche che le caratterizzano. La composizione di ognuna è diversa e le sue caratteristiche dipendono dalla natura delle rocce che ha attraversato, dal tempo di permanenza nel sottosuolo, dalla temperatura e dalla presenza di eventuali gas.

 

Che cos’è una sorgente d’acqua naturale? Ecco come nasce una sorgente

In idrogeologia o idrologia sotterranea si intende per sorgente un’area della superficie terrestre dove fuoriesce una portata apprezzabile di acqua sotterranea. Parte dell'acqua che arriva dal cielo per effetto di piogge, nevicate e grandinate, penetra all’interno del terreno. Nel caso di un terreno permeabile come ad esempio quello sabbioso o formato da ciottoli, l’acqua filtra fino a trovare uno strato di roccia impermeabile. Tra la superficie e la roccia impermeabile si va così a formare uno strato di terreno impregnato di acqua: la falda freatica. Quando nel terreno vi è una spaccatura, l'acqua della falda freatica sgorga in superficie formando una sorgente naturale.

 

Secondo il modello di funzionamento di un acquifero, che prevede le principali fasi di alimentazione, deflusso e scarico della portata, la sorgente rappresenterebbe una via attraverso cui avviene la fase di fuoriuscita dalla falda acquifera da un punto nella superficie terrestre.

I tipi di sorgenti

Le situazioni geologiche che possono dare origine alle sorgenti d’acqua sono le più svariate: le classificazioni fatte sotto questo aspetto sono assai numerose, poiché vi è chi fonda la suddivisione su elementi geologici (permeabilità, composizione dei terreni), chi invece si basa su elementi idrologici, chi la considera dal punto di vista tecnico e chi infine distingue le manifestazioni sorgentizie in base alla loro portata. Il geologo Michele Gortani distingue i tipi di sorgenti in 5 grandi gruppi, suddivisi a loro volta in sottotipi:

 

  • sorgenti di deflusso semplice o di impregnazione: comprende le sorgenti di vetta, sorgenti di degradazione meteorica, sorgenti di porosità, sorgenti di fessura o diaclasiche, sorgenti di deflusso carsico.
  • sorgenti di emergenza o di valle: comprende le sorgenti di detrito, sorgenti di risultiva, sorgenti di lava, sorgenti di strato.
  • sorgenti di versamento: ne fanno parte le sorgenti di substrato, sorgenti di terrazzo, sorgenti diaclasiche di strato, sorgenti carsiche di strato o substrato.
  • sorgenti di trabocco o sfioramento: comprende le sorgenti di trabocco da una roccia, sorgenti di trabocco per sbarramento.

sorgenti artesiane: ne fanno parte le sorgenti pseudo artesiane, sorgenti di conca artesiane, sorgenti artesiane di faglia, sorgenti diaclasiche o carsiche ascendenti, sorgenti artesiane subacquee.

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