L'acqua potabile e l'acqua minerale

Rubinetto o bottiblia?

Sia le acque minerali naturali che quelle del rubinetto soddisfano il bisogno primario di dissetarsi, ma le prime sono profondamente diverse dalle altre.

Il principale elemento di differenziazione risiede proprio nell’origine:

L’acqua minerale naturale può provenire solo da falde sotterranee profonde, con caratteristiche geologiche che la preservano naturalmente da rischi di contaminazione.

L’acqua di rubinetto, distribuita tramite gli acquedotti e comunemente definita potabile, invece, deriva anche da falde superficiali e acque di superficie, come laghi o fiumi, non immuni da contaminazioni.

Proprio per questo, l’acqua del rubinetto può essere sottoposta per legge a trattamenti di disinfezione antibatterica. La maggior parte delle acque distribuite dagli acquedotti sul territorio nazionale viene disinfettato utilizzando come agenti cloro gassoso, ipoclorito di sodio e biossido di cloro.

Il giusto dosaggio della clorazione è proprio uno degli elementi più critici della gestione dell’acqua del rubinetto: se un dosaggio basso non garantisce una disinfezione sufficiente a valle, un dosaggio alto, viceversa, può determinare il superamento dei limiti previsti per alcune sostanze nocive alla salute, come i trialometani (cloroformio, bromoformio).

Altri trattamenti possono inoltre rendersi necessari per eliminare forme di contaminazione chimica e altri elementi indesiderati.

La qualità delle acque del rubinetto dipende molto dalle condizioni della rete idrica di distribuzione, che possono variare anche significativamente da comune a comune; le acque minerali, invece, arrivano sulla tavola così come sgorgano alla fonte, senza interventi di alcun tipo.

La legge, tenuto conto delle caratteristiche proprie delle acque minerali naturali e considerando che la richiesta del consumatore è quella di avere a disposizione un prodotto ineccepibile sotto il profilo della garanzia igienico-sanitaria, già da tempo ha stabilito 51 parametri di controllo ed i rispettivi limiti.

Le operazioni di vigilanza e controllo in materia igienico sanitaria delle acque minerali naturali sono effettuate dalle Autorità Sanitarie (ASL, laboratori ARPA, NAS). Le ispezioni ed i prelievi dei campioni da sottoporre alle verifiche analitiche possono essere effettuati in qualsiasi momento e lungo tutta la catena produttiva e di distribuzione ( a partire dalle sorgenti, lungo la rete idraulica di adduzione, sugli impianti in stabilimento, nei magazzini e depositi, nei punti vendita).

Un giudizio di non conformità qualitativa su un’acqua minerale naturale comporta la revoca del Decreto di riconoscimento ministeriale e di autorizzazione alla vendita della stessa; per un’acqua di rubinetto non conforme per il superamento del limite di un parametro, invece, si possono chiedere ed ottenere deroghe anche molto lunghe nel tempo.

Per ulteriori informazioni visita http://www.mineracqua.it/minerale-naturale.