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19.05.2026

Sanpellegrino a ReNest: un viaggio tra sostenibilità e futuro del cibo nel cuore di Milano

Sanpellegrino a ReNest un viaggio tra sostenibilità e futuro del cibo nel cuore di Milano
Sanpellegrino a ReNest un viaggio tra sostenibilità e futuro del cibo nel cuore di Milano
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Dal 12 al 24 maggio 2026 a Milano, nella suggestiva cornice di CityLife in Piazza Elsa Morante, prende vita “ReNest. Dalle radici al futuro. Un viaggio dentro al cibo”. L’iniziativa, promossa dal Gruppo Nestlé con il prestigioso patrocinio del Comune di Milano e di Assolombarda, si configura come un’infrastruttura culturale temporanea e un laboratorio a cielo aperto, aperto gratuitamente a tutta la cittadinanza. 

Per il Gruppo Sanpellegrino, parte integrante di una realtà globale presente in 187 Paesi, ReNest rappresenta un’occasione unica per testimoniare come il concetto di "Good food, Good life" si traduca in azioni concrete che coinvolgono l’intera filiera, dalle risorse naturali alla tavola. 

ReNest: un percorso multisensoriale in quattro tappe

Il cuore pulsante di ReNest è un percorso esperienziale articolato in quattro tappe fondamentali, che guidano il visitatore in un’osservazione consapevole del ruolo del cibo nella nostra vita quotidiana: 

  1. Le Origini: il viaggio inizia dove tutto ha origine, nell'equilibrio delicato tra biodiversità, risorse naturali e il fondamentale lavoro dell'uomo. In questa fase, i visitatori possono esplorare le filiere agricole attraverso totem e installazioni interattive che mostrano l'impatto concreto delle iniziative del Gruppo.
  2. La Trasformazione: uno spazio dedicato alle competenze e all'innovazione tecnologica, dove le materie prime prendono forma attraverso processi produttivi all'avanguardia.
  3. La Condivisione: qui il cibo viene celebrato come strumento di relazione, cultura e scelta consapevole, evidenziando come le abitudini alimentari influenzino la società ben oltre il momento del pasto. 

La Rigenerazione: l'ultima tappa guarda al domani, invitando a ripensare il valore delle risorse tramite l'economia circolare, il recupero e il riuso, pilastri fondamentali della strategia di sostenibilità di Nestlé e Sanpellegrino. 

Il "Nido": un’arena per il dialogo multidisciplinare

Al centro dello spazio espositivo sorge il "nido", simbolo storico che da oltre 150 anni identifica Nestlé come luogo di cura e crescita. Durante le due settimane di evento, il nido si trasforma in un'arena partecipativa per favorire il confronto diretto tra esperti, aziende e cittadini. 

Focus Biodiversità: misurare per agire con il programma F.O.N.T.E.

Proprio all'interno del "Nido", il 13 maggio si è tenuto il Panel Re-Nest "Natura e biodiversità: Ideare progettualità e monitorare, misurare e rendicontare le iniziative”: un momento di approfondimento strategico sulla biodiversità come leva per la stabilità economica e la resilienza del business. Ospiti gli studenti dell’Università Bocconi e della Business School SDA Bocconi School of Management. 

L’incontro ha visto la partecipazione di Andrea Pini (KPMG Advisory), che ha illustrato  come la biodiversità e i rischi legati alla natura si stiano integrando nelle strategie ESG, e di Veronica Riva (3Bee) che ha spiegato come le tecnologie di bioacustica e l’analisi satellitare permettano oggi di supportare azioni concrete a favore della biodiversità.

Durante il talk, Fabiana Marchini, Head of Head of Corporate Affairs and Sustainability di Sanpellegrino, ha illustrato come la tutela della natura passi necessariamente attraverso un approccio scientifico e misurabile, che si traduce in azioni concrete sul territorio capaci di coniugare gestione degli ecosistemi, monitoraggio scientifico e rigenerazione territoriale.

Cuore dell'intervento sono stati i dati relativi al progetto F.O.N.T.E. (Future, Origin, Nature, Territories, Ecosystems), il programma di Sanpellegrino nato per dare continuità e visione a lungo termine ai progetti di tutela dell'acqua e della biodiversità. Marchini ha quindi condiviso con i presenti in Bocconi i risultati concreti ottenuti presso la tenuta di Acqua Panna nel Mugello (un ecosistema di oltre 1.300 ettari) e l'Oasi di Gabbianello.

Presso la tenuta di Acqua Panna, valorizzata come un ecosistema "water-positive", la strategia per la tutela della biodiversità si articola su quattro pilastri che integrano ricerca scientifica e interventi sul campo. Il primo riguarda il ripristino delle zone umide, con l'obiettivo di recuperare cinque aree chiave entro il 2030, mentre il secondo punta sull'agroforestazione: grazie alla collaborazione con l'Università di Pisa, sono già stati creati 6 chilometri di corridoi ecologici piantando oltre 2.700 alberi per migliorare la qualità del suolo e l'assorbimento di CO2.Il terzo pilastro si focalizza sulla gestione forestale sostenibile di circa il 70% della tenuta, un piano sviluppato con la Scuola Superiore Sant’Anna per proteggere gli habitat e contrastare il cambiamento climatico. Infine, l'impegno si completa con il monitoraggio scientifico costante di bioindicatori fondamentali, come anfibi, impollinatori e specie di uccelli a rischio, garantendo che ogni azione sia supportata da dati ecologici certi.

Nel caso dell'Oasi di Gabbianello, Sanpellegrino, in qualità di partner del Comune di Barberino di Mugello, ha sviluppato un progetto di ripristino con obiettivi molto concreti: aumentare e stabilizzare l'apporto idrico durante tutto l'anno e generare un impatto positivo sulle specie dipendenti dall'acqua.