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Ambiente e Territorio

Il riciclo del PET

bottiglie di plastica PET
bottiglie di plastica PET

I benefici economici e socio-ambientali del riciclo delle bottiglie di acqua minerale in PET (plastica)

Circa 1,2 miliardi di Euro, 42 discariche evitate e 3 tonnellate di emissioni di CO2 risparmiate. Sono questi gli effetti delle politiche di riciclo delle bottiglie di acqua minerale in Italia che emergono da uno studio che il Gruppo Sanpellegrino ha commissionato ad Althesys, dati che sottolineano i benefici economici, sociali e ambientali che tali politiche hanno portato all’Italia nel decennio compreso tra il 2000 e il 2010.

Che cos’è la plastica PET?

Il PET (polietilene tereftalato) è una materia sintetica appartenente alla famiglia dei poliesteri che viene realizzato con petrolio, gas naturale o materie prime vegetali. Riciclabile al 100%, il PET non perde le sue proprietà fondamentali durante il processo di recupero e la si può così trasformare ripetutamente per la realizzazione di prodotti di tutti i giorni. Gli imballaggi di PET rispettano inoltre le severe condizioni igieniche imposte in ambito alimentare, cosmetico e farmacologico. Il PET trova impiego principalmente nella produzione delle bottiglie per bevande.

Lo studio: gli effetti del riciclo delle bottiglie di plastica

Lo studio Althesys è stato condotto utilizzando lo strumento della cost-benefit analysis e ha permesso di stimare, come ha sottolineato Alessandro Marangoni, CEO di Althesys, le ricadute del riciclo degli imballaggi della plastica e delle bottiglie di acqua minerale sul Paese, ricadute importanti anche in termini di indotto e occupazione.

 

È stato calcolato che la raccolta e il riciclo degli imballaggi in plastica ha avuto un costo di 1,9 miliardi di euro e apportato benefici incrementali pari a 4,6 miliardi di euro. Tali benefici derivano da un minor utilizzo di materie prime, dalla riduzione della produzione e quindi dello smaltimento dei rifiuti e dall’indotto economico.

Nell’industria delle acque minerali, il Gruppo Sanpellegrino ha svolto un ruolo importante e ha contribuito a portare al Paese benefici complessivi per 232 milioni di euro, con risvolti notevoli sia in termini di economici che di impatto ambientale. Il riciclo del PET (polietilene tereftalato, la plastica utilizzata per le bottiglie) del Gruppo, infatti, ha permesso di evitare l’emissione 559.000 tonnellate di CO2, mentre le tonnellate di imballaggi riciclati sono state 204.863 equivalenti a 8 discariche evitate. Nel complesso si è sviluppato un indotto economico, tra nuove attività economiche e occupazionali, per 152,8 milioni di euro, al netto dei costi.

Per saperne di più: videointervista al professor Alessandro Marangoni – CEO Althesys

Nascita e rinascita di una bottiglia in PET

Come nasce e rinasce una bottiglia di acqua minerale in PET? Lo potete osservare attraverso la seguente infografica, sviluppata dal Gruppo Sanpellegrino con Levissima, che illustra il ciclo di produzione e di rigenerazione di una bottiglia in PET e come questa sia 100% riciclabile.

Il ciclo produttivo di una bottiglia in PET parte dalla lavorazione delle scaglie di PET in fabbrica, dove avviene lo stampaggio della preforma e il soffiaggio Le bottiglie, a questo punto, vengono consegnate a ditte imbottigliatrici e poi trasportate su gomma per essere distribuite nei supermercati. Infine, arrivano al consumatore che poi se ne libera tramite la raccolta differenziata

Grazie alla corretta pratica della raccolta differenziata, ogni bottiglia in PET può rinascere in un nuovo materiale, chiamato R-PET (PET riciclato), e trasformarsi così in tanti nuovi oggetti (sedie, maglioni eccetera) oppure, grazie a un ulteriore processo di lavorazione, in una nuova bottiglia!

Attraverso questa infografica è possibile vedere come nasce una bottiglia in PET e come essa sia riciclabile al 100%.

Immagine rimossa.

 

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