Sanpellegrino Campus

Vincitrice 2013-2014 categoria Acqua e Benessere

In un mondo in cui viene data sempre più importanza alla forma, all’aspetto fisico e al mantenimento della salute, in cui si tenta di scoprire i segreti della bellezza e della longevità e di tenere un corretto stile di vita, sempre più stressante e frenetica, spopolano ormai termini come salute, benessere, beauty, spa, fitness o wellness.

Da un lato, troviamo il benessere, un concetto con moltissime sfaccettature, che arriva a coinvolgere corpo, mente, spirito, che affonda le sue radici nell’antichità – basti pensare all’attenzione dedicata al benessere fisico e all’otium dai Romani, o all’importanza di quello spirituale in diverse religioni; dall’altro lato, troviamo la salute, dei cui aspetti si ha sempre più coscienza e in cui l’acqua, origine stessa della vita e risorsa indispensabile per l’umanità, svolge un ruolo fondamentale.

L’interesse in entrambi gli aspetti è sempre più forte e si assiste ad un vero e proprio ‘boom’, specie negli ultimi decenni. Così, parallelamente, nell’ambito del turismo, che già di per sé, per definizione, è ricerca di riposo, relax, svago e star bene, il turismo del benessere e della salute assume un’importanza sempre maggiore.

Il turismo termale è sicuramente la forma più conosciuta e diffusa di questo tipo di turismo, capace di rispondere ad entrambi gli aspetti della domanda. La peculiarità dell’industria termale è proprio la sua versatilità e la possibilità di operare tanto nel settore sanitario (fornendo prestazioni di prevenzione, cura e riabilitazione, anche in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale) quanto in quello del benessere e del turismo.

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Vincitrice 2013-2014 categoria Made in Italy

Nell'ultimo ventennio, con l'avvento della globalizzazione, nello scenario mondiale, si sono verificati importanti cambiamenti politici, economici, culturali e sociali che hanno profondamente modificato il quadro di riferimento internazionale: l'affermazione di nuovi paesi e quindi l'aumento della competizione globale, l'evoluzione dell'Unione Europea con l'avvento dell'euro, la delocalizzazione delle attività produttive, lo sviluppo delle telecomunicazioni e dei trasporti.

È stata proprio la possibilità di comunicare a grandi distanze insieme alla capacità di produrre e commerciare liberamente a portare all'attuale globalizzazione dei mercati.

Se, in passato, la scelta di internazionalizzarsi riguardava solamente le imprese più grandi e strutturate, oggi, la situazione è nettamente cambiata, e rappresenta una via obbligata non solo per il successo, ma per la sopravvivenza dell'impresa stessa.

L'internazionalizzazione, nell'era del mercato globale, non è più una scelta, ma una realtà con la quale le imprese, grandi o piccole che siano, si devono confrontare regolarmente.

Per quanto riguarda il mercato italiano, caratterizzato da un'elevata competizione e dalla saturazione della domanda nei mercati target tradizionali, l'internazionalizzazione può essere lo strumento per uscire dall'attuale crisi aziendale che ha investito il nostro Paese nel corso degli ultimi anni. Internazionalizzare, esportare e scoprire nuovi territori, più dinamici, sono gli ingredienti necessari per ottenere non solo una crescita di profitti aziendali, ma anche uno strumento per acquisire conoscenze, competenze e know how che aumentano la competitività dell'impresa stessa.

Risulta dunque fondamentale per le imprese italiane una ridefinizione delle proprie strategie di internazionalizzazione e una nuova selezione dei mercati, ricordando che la scelta della modalità di entrata e la scelta del paese estero obiettivo, rappresentano le decisioni più critiche. In questo contesto, un'attenzione particolare deve essere rivolta a paesi che fino a qualche decennio fa erano considerati marginali dal punto di vista economico, i cosiddetti paesi emergenti; con lo sviluppo dei cosiddetti BRICS (Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa) lo scenario geografico rilevante per l'impresa non è più concentrato in pochi paesi europei, negli Stati Uniti, nel Giappone, ma si estende a livello mondiale.

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Vincitrice 2013-2014 categoria Sostenibilità Ambientale ed Economica

Alla luce degli evidenti mutamenti che caratterizzano l’attuale contesto economico, politico e sociale in cui le aziende si trovano a operare, parlare oggi di Corporate Social Responsibility è un tema di rilevanza cruciale.

Globalizzazione produttiva, cambiamento climatico, processi di integrazione e alleanze, innovazione tecnologica, nuovi valori e richieste di etica provenienti dalla società sono solamente alcune delle numerose motivazioni per le quali è sempre più necessario confrontarsi con politiche di gestione responsabile.

Sino a cinquant'anni fa, la convinzione diffusa fra gli imprenditori si poteva brevemente riassumere nella famosa espressione di Friedman, secondo il quale «the business of business is business»; in altri termini, il fine unico dell'impresa era la creazione di valore per i suoi azionisti. Tuttavia, la parola d'ordine che ha caratterizzato per molti anni il mondo degli affari, cioè l'imperativo del “profitto ad ogni costo”, si sta rivelando inadatta allo scenario in cui viviamo e addirittura pericolosa per la stessa sopravvivenza delle imprese. Infatti, oggi più che mai, le aziende sono giudicate sulla base dei loro comportamenti etici, sociali e ambientali, oltre che economici. Per questo motivo, molti manager hanno imboccato volontariamente la strada della responsabilità sociale, allargando i fini strategici dell'impresa a considerazioni di tipo ambientale e sociale e includendo negli obiettivi dell'impresa la soddisfazione di tutti gli interlocutori. Questi modelli di gestione innovativi sono stati accompagnati dall'adozione di nuove strategie di comunicazione, meno superficiali e mass mediatiche, più legate alla capacità di aprire un dialogo con i soggetti portatori di interessi allo scopo di soddisfare i bisogni e le attese di etica, socialità, solidarietà.

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Vincitrice 2012 - "Valore e Cultura dell'acqua minerale"

La cultura del gusto come strumento di Marketing, il caso Acqua Panna e S. Pellegrino Academy

Questa tesi è nata da una lunga fase di ricerca di un caso aziendale appropriato che è culminato con il progetto Acqua Panna e S. Pellegrino Academy; non è strutturata su modello teorico prestabilito, questo a dimostrazione di quanto questo trattato sia pragmatico e forte di una attualità consistente, a conferma di questo sono presenti in appendice due interviste: la prima è rivolta al manager Marco Barbieri della Marketing Unit Internazionale di S Pellegrino, la seconda al direttore della scuola internazionale di cucina di Alma il prof. Andrea Sinigaglia, dove ha sede l’evento Acqua Panna e S. Pellegrino Academy. Inoltre vengono presentati i risultati di due survey: una prodotta internamente da Alma e l’altra mandata ai partecipanti all’evento Academy provenienti da tutto il mondo.

I due prodotti alimentari italiani trattati in questa tesi sono sinonimo di eccellenza e tengono alto il valore dell’Italia nel resto del mondo, con la crescente consapevolezza della cultura alimentare del Bel Paese. Vedremo il ruolo di importanza della cultura dell’acqua associata alla enogastronomia e come tutto questo venga esportato in tutto il mondo e utilizzato come fattore chiave di successo nel marketing aziendale. Vedremo come è fondamentale comunicare il valore della cultura dell’acqua minerale e vedremo in questa tesi in che modo questo viene fatto.

La struttura di questa tesi è molto semplice: si articola in tre capitoli centrali molto sostanziosi con una breve conclusione finale. Vedremo come nel primo capitolo si trattino i concetti teorici, relativi al marketing. Sia dal punto di vista accademico e sia da quello aziendale, si sono susseguiti modelli sempre più innovativi di marketing: in linea i nuovi trend di mercato, influenzato dalle nuove tecnologie. L’analisi partirà nel dare una descrizione di base del concetto del marketing esperienziale le condizioni che lo hanno fatto nascere e le tipologie esistenti. Si vedrà quindi come il marketing esperienziale sfoci nell’Event marketing. Il modello teorico adottato è stato necessario per potere comprendere al meglio il caso aziendale di S. Pellegrino. Verrà quindi trattato oltre al marketing esperienziale, un approfondimento sull’esperienza vissuta in gruppo, i cosiddetti team building, parte integrante dell’evento aziendale di S. Pellegrino e Acqua Panna Academy. Utilizzare gli interlocutori di questo canale come veicolo della cultura di queste due acque.

Nel secondo capitolo, dopo una descrizione del mercato di riferimento e una descrizione dell’azienda. Si vedrà come è strutturato il marketing mix della S. Pellegrino (applicato ad Acqua Panna e acqua S. Pellegrino) e in che modo si inserisce nel mercato. Vedremo in seguito se riuscirà a differenziarsi nonostante si trovi in una categoria di commodities dove la leva più forte è quella del prezzo. Sarà interessante vedere come S. Pellegrino riuscirà a comunicare attraverso la cultura dell’acqua l’eccellenza dei propri prodotti ed a fare fronte alle problematiche di mercato. Sarà quindi necessario analizzare il caso aziendale specifico dell’Academy, per comprendere tale strategia.

Successivamente nel terzo capitolo si studierà attraverso vari metodi di controllo dei risultati se il modello utilizzato applicato al business case rispecchi i concetti visti nella teoria e che sia efficace e porti valore all’azienda.

La bibliografia utilizzata è quella del marketing attuale internazionale, i manuali di riferimento sono italiani, europei e americani.

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Vincitrice 2012 - "Salute e Idratazione"

Dipartimento di scienze farmaceutiche San Pellegrino S.p.A. – Stabilimento Acqua Panna

Verifica dei requisiti di igienicità su bottiglie di vetro a rendere(VAR) per acque minerali, dopo trattamento di lavaggio e disinfezione nell’impianto lavabottiglie Simonazzi

Il lavoro svolto presso l’azienda Acqua Panna, ha trattato la verifica dei requisiti di igienicità di bottiglie VAR all’uscita della lavabottiglie Simonazzi, destinate a successivo imbottigliamento con acqua minerale.

Partendo dalla validazione delle condizioni di operatività del macchinario, condotta secondo le metodiche tradizionali di analisi, abbiamo voluto verificare tali requisiti applicando le metodiche del Disegno Sperimentale (DoE) con lo scopo di confrontare i valori ottenuti con entrambi i metodi di analisi ed evidenziare analogie e diversità.

Sia lo studio di validazione che quello di verifica sono stati applicati a due zone ben precise del macchinario, che si sono ritenute essere fondamentali per l’efficacia del processo di lavaggio: la zona dei quattro maceri caustici e la zona di disinfezione e risciacquo a base di biossido di cloro.

Abbiamo descritto la struttura ed il funzionamento della lavabottiglie al fine di garantire una corretta comprensione del problema che stavamo analizzando, ed introdotto i dati delle analisi che hanno portato alla validazione dei requisiti di igienicità da cui siamo partiti per condurre le analisi . Da qui, attraverso un nuovo campionamento, abbiamo raccolto i dati necessari alla progettazione del piano sperimentale per l’applicazione del metodo di analisi multivariata, condotto le analisi seguendo le condizioni sperimentali dettate dalle matrici utilizzate ed effettuato le deduzioni dai dati ottenuti.

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Vincitrice 2012 - "Sostenibilità e Ambiente"

Carbon Footprint dell'Acqua minerale naturale effervescente naturale "Acqua Claudia"

In questo elaborato finale si è calcolato il Carbon Footprint (CF) della produzione e distribuzione di confezioni in PET da 1,5 l di Acqua minerale naturale effervescente naturale Claudia nell’anno 2010, reperendo tutti i dati di inventario e di trasporto direttamente presso l’impianto di imbottigliamento di Acqua Claudia Srl di Anguillara Sabazia (RM) ed applicando la metodologia PAS 2050.

Attraverso l’analisi di inventario del ciclo di vita si sono stimati sia i consumi di materie prime e di energia che la formazione di effluenti e residui solidi. Sulla base dei relativi fattori di emissione (database del software SimaPro 7.2 con il metodo IPCC 2007), si è calcolata, al netto della gestione di tutti i rifiuti solidi, un’emissione di 270 g CO2e per ogni bottiglia in PET da 1.5 l di Acqua Minerale Claudia.

Le materie prime e le fasi di produzione e trasporto rappresentano, rispettivamente, il 52, il 20 ed il 18% circa del CF. Tenendo conto della fase d’uso dell’acqua minerale da parte del consumatore, nonché della gestione di tutti i rifiuti solidi secondo lo scenario italiano, il CF aumenterebbe a circa 298 g CO2e per ogni bottiglia PET da 1.5 l.

Sono state infine proposte alcune azioni per ridurre il CF del prodotto e migliorarne la performance

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Il mercato italiano delle acque minerali

Daniele Armelao,
Università degli Studi di Trento,
Facoltà di Economia corso in Economia Politica
a.a. 1999/2000

Come si evolvono i consumi nel mercato delle bevande? Il dott. Daniele Armelao spiega che “si assiste ora ad un marcato fenomeno di spostamento verso le bevande a maggiore contenuto salutista: si passa dalla forte flessione del vino, attraverso la maturità delle birre, alla leggera crescita dei soft drink, a quella buona dei succhi, per arrivare allo sviluppo tumultuoso dell’acqua minerale”.

A  favore dell’acqua minerale giocano le carte della purezza e del salutismo, l’assenza di alcol e zuccheri e quindi di limiti al consumo umano.

L’acqua non solo fa bene, ma fa bene a tutti e per questo non ha target specifici di riferimento.

Tra gli italiani, a recepire al meglio i consigli di medici e nutrizionisti in merito consumo di acqua minerale, sono i settentrionali, in particolar modo veneti e lombardi, che rispettivamente consumano 191 e 185 litri di acqua minerale pro-capite, contro gli appena 42 dei calabresi.

Ma perché questo incredibile boom delle minerali, oggi drink a tutti gli effetti? In questa tesi si analizza l’evoluzione dei consumi delle bevande analcoliche in Italia e in particolar modo dell’acqua minerale, in rapporto al cambiamento dei gusti dei consumatori e ai prezzi di acquisto. Si scopre così che “nella scelta l’imballo e la gasatura ricoprono una variabile a volte determinante” e che al Nord si preferisce il vetro, mentre al Sud vince il PET, che è comunque in forte crescita ovunque, per praticità e minori costi di trasporto. Indipendentemente dal packaging, tra le acque piatte e le mosse, vincono le prime. E tra le acque, le più gettonate, figurano quelle delle aziende che più hanno speso in pubblicità negli ultimi anni, per aumentare l’immagine percepita dai consumatori.

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Le acque minerali dalla fonte alla tavola. L’offerta delle imprese cuneesi.

Elena Merlatti
Laurea specialistica in Economia e Diritto,
Università degli Studi Torino, Facoltà di Economia
a.a. 2008/09

Acqua potabile e acqua in bottiglia. Ambedue preziose, ambedue essenziali nella vita di tutti i giorni. L’acqua, bene comune, per la sua caratteristica di indispensabilità, è da secoli sottoposta a normative, che riguardano non solo la salute umana, ma anche la captazione e l’imbottigliamento, il commercio e la tutela ambientale.

“Con il passare del tempo l’argomento acqua è divenuto di sempre maggiore attualità normativa: da un lato c’è l’acqua minerale intesa come elemento indispensabile per la vita umana, oggetto di studi e pubblicazioni scientifiche ad essa dedicate; dall’altro una serie di interessi socio-economici a livello non solo nazionale ma europeo ed internazionale”.

Nonostante siano stati rinvenuti sistemi di condutture idriche anche complessi risalenti al 3.000 a.c., il sistema normativo dell’acqua è piuttosto giovane. E’ solo tra la fine del XIX e l’inizio del XX sec. che si intuì la necessità di un sistema di controllo igienico e sanitario, prima in Inghilterra, poi nel resto dell’Europa. Ancora più giovane, risalente alla fine dell’ottocento, è invece il fenomeno dell’imbottigliamento nei paesi a tradizione termale, fino agli anni ’60 riservato ai mercati locali, poi sempre più internazionale. Negli anni ’90, il vero e proprio boom del mercato dell’acqua in bottiglia. Ed è allora che l’Italia sale al primo posto nella classifica degli imbottigliatori. Parallelamente, si evolve la normativa di riferimento, che Elena Merlatti esplora relativamente alle acque minerali e a quelle in boccioni, con uno sguardo approfondito alla disciplina mineraria, alla disciplina igienico-sanitaria e alle tante leggi regionali emanate nel tempo. Sotto esame anche l’aspetto del contenuto batteriologico nelle acque minerali, le norme in materia di captazione, imbottigliamento, imballaggio, etichettatura, controllo e sequestro delle partite non idonee al commercio.

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Creazione di valore nel settore delle acque minerali

Luca Aversano,
Università degli Studi di Cassino,
Facoltà Economia corso di Economia Aziendale,
a.a. 2002/03

Il concetto di “valore” sta diventando un punto cruciale per le decisioni delle politiche dell’impresa. Negli anni ’80 si sono affermati due principi estremamente importanti ai fini dell’impostazione teorica: quello della Qualità totale, legato a prodotti, servizi e ricerca e il principio della Creazione di valore; più astratto, derivante dall’area della finanza.

Quando si parla di valore, spiega il dott. Luca Aversano, si parla di “operare per elevare il profilo di redditività/rischio delle singole aree strategiche di affari (ASA) e dell’impresa nel suo complesso…; ma si parla anche di mantenere l’impresa su un sentiero di crescita continuativa e, dunque, non effimera ma dalle solide basi. Significa quindi accrescere la dimensione del capitale economico”.

Applicando il concetto di “valore” al settore delle acque minerali, Luca Aversano analizza le barriere all’ingresso di nuovi competitors nel mercato delle acque minerali e indaga la necessità di una comunicazione efficace nelle strategie di differenziazione dei diversi brand. Interessante messa a fuoco, quella sulle problematiche inerenti al settore distributivo e alla localizzazione delle imprese nel contesto italiano ed europeo.

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La nuova disciplina delle acque in bottiglia

Gianluca Romano
Università degli studi di Lecce, Economia
a.a. 2003/04

L'acqua è la sostanza più diffusa sulla terra e ricopre i 7/10 dell'intera superficie terrestre. Il suo volume totale si aggira sui 1.385*106 m3, dei quali 48,74*106 m3 spettano alle acque dolci superficiali e sotterranee, 28,2*106 m3 ghiacciai polari ed artici il resto oceani e laghi salati.

Questa enorme quantità di liquido non è però tutta uguale, né dal punto di vista delle caratteristiche chimico-fisiche, né da quello degli utilizzi conseguenti.

Spesso è facile confondersi tra le varie acque, anche quelle ad uso umano, che in questo lavoro vengono analizzate dal punto di vista delle peculiarità organolettiche e microbiologiche e da quello della relativa legislazione.

La normativa vigente nel nostro paese individua difatti tre tipi di acque destinate al consumo umano:

acque destinate al consumo umano (meglio conosciute come acque potabili o di rubinetto)
acque minerali naturali (che si distinguono dalle acque potabili per purezza, tenore in minerali e oligoelementi, per la provenienza da falde o giacimenti sotterranei, per l’assenza di disinfezioni ed, eventualmente, per proprietà favorevoli alla salute”).
acque di sorgente (con caratteristiche organolettiche paragonabili a quelle potabili, ma al pari delle acque minerali debbono avere il requisito della purezza e non possono subire alcun trattamento di disinfezione).

Per tutte le acque, si stabiliscono parametri chimici e valori microbiologici limite, trattamenti ammissibili e sanzioni per chi non rispetta le norme in vigore. Sempre di più, con il passare degli anni, la legge cerca di garantire ai consumatori qualità e sicurezza, adottando criteri di volta in volta più restrittivi.

“Lo Stato, attraverso i ministeri competenti, può intervenire nella determinazione dei requisiti delle acque modificando i parametri chimico-microbiologici in relazione all’evoluzione delle conoscenze tecnicoscientifiche o in esecuzione di disposizioni adottate in materia in sede comunitaria, fissando nuovi valori per parametri aggiuntivi, adottando metodi analitici diversi, adottando norme tecniche per la potabilizzazione e la disinfezione delle acque, per l’installazione degli impianti di acquedotto, nonché per lo scavo, la perforazione, la trivellazione, la manutenzione, la chiusura e la riapertura dei pozzi, ecc”.

Puntuali e normati sono anche i controlli, sia sulle acque potabili, che su quelle di sorgente e minerali, che devono attenersi a parametri chimico-fisici e batteriologici molto più restrittivi e rispettare normative che riguardano anche l’imbottigliamento, la distribuzione e la commercializzazione di bottiglie e boccioni.

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L'evoluzione del mercato dei prodotti alimentari: strategie di marketing delle imprese

Pierdomenico Catalli,
Università degli Studi di Teramo,
Sc. Politiche Corso di Economia aziendale,
a.a. 2004/05

L’obesità è una patologia clinica tipica delle società del benessere ed è la principale causa di morte prevenibile in tutto il mondo. Il problema dell’obesità coinvolge sempre più le aziende produttrici di prodotti alimentari, che devono fare i conti con uno dei più gravi problemi di salute del XXI secolo.

In questa tesi Pierdomenico Catalli si interroga sul ruolo dei principali alimenti che costituiscono la dieta mediterranea analizzando il punto di vista del consumatore: l’olio, la pasta la carne e l’acqua minerale “emblema della vita, nonché prodotto che gli italiani consumano più di ogni altro popolo al mondo”.

Dal punto di vista delle imprese e quindi dell’offerta alimentare che cerca di rispondere alle esigenze dei clienti, vengono analizzate le strategie di marketing mix, ovvero quelle politiche di prezzo, di comunicazione, di prodotto che servono a catturare clienti e quote di mercato.

Gli elementi della dieta mediterranea vengono questa volta analizzati nell’ottica delle imprese con riferimento alle politiche del marketing mix.

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Acque minerali: branding, mercato e comunicazione

Danilo Crovella,
Libera Univ. Internaz. di Studi Soc. G.Carli-(LUISS) di Roma,
Facoltà di Economia corso di Marketing,
a.a. 2004/05

Quello dell’acquisto e del consumo di massa dell’acqua minerale è un fenomeno relativamente giovane e in costante espansione. Il mercato vede assolute protagoniste poche multinazionali e tanti piccoli brand locali e presenta possibilità di superamento delle barriere unicamente attraverso acquisizioni e fusioni d’imprese. Secondo l’autore Danilo Crovella, la sola opportunità, limitata alle Big-brand, per fronteggiare un comparto sempre più saturo, consiste dunque nel puntare sul brand e sui valori differenziali del prodotto, per coinvolgere il consumatore. Comunicazione del marchio e dei prodotti, diventano allora fondamentali nel processo di riconoscimento del brand e servono a creare uno stimolo nel consumatore che si tramuti in azione (acquisto).

“Un secolo fa, quando la televisione ancora non faceva capolino nelle case degli italiani, i messaggi delle principali aziende di acqua minerale erano essenziali, informativi e sostenevano l’azienda stessa e/o i benefit oggettivi del prodotto”. Cosa è invece cambiato a cent’anni di distanza, dal punto di vista della comunicazione e quali sono le promesse sulle quali i vari protagonisti del mercato fanno leva?

 Questa tesi cerca di dare una risposta a tali quesiti, analizzando da un lato il branding e la formazione del tema dell’ “intangibile” come forma di fidelizzazione del consumatore, dall’altro le strategie adottate per la differenziazione dai competitors, anche attraverso una intervista concessa da un esponente del settore, che con abile sintesi traccia il profilo del comparto.

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La rivitalizzazione della brand image nel business delle acque minerali

Francesca Ambrosio,
Università degli studi di Catanzaro Magna Grecia,
Facoltà di Economia,
a.a. 2007/08

Il business delle acque minerali sta assumendo, negli ultimi anni, un posto di assoluta rilevanza. Imprese sempre più internazionali sfruttano la strategia della collaborazione con le imprese locali, ricorrendo alla costituzione di joint venture contrattuali o societarie, e all’instaurazione di accordi di natura commerciale e produttiva con operatori esteri.

Il management assume, in questo contesto, un ruolo importante. Come spiega Francesca Ambrosio l’individuazione dei fattori di competitività, la capacità di cogliere con tempestività i segnali di cambiamento, rispondendo con prontezza alle aspettative dei clienti, senza però stravolgere gli equilibri già raggiunti e minimizzando e sfruttando le volatilità congiunturali”. Ma internazionalizzazione, per le aziende che operano nel settore dell’acqua minerale, non vuol dire perdere di vista i mercati nazionali, in cui la gran parte delle imprese continua ad investire, non solo per aumentare la produttività, ma soprattutto per incrementare l’aspetto qualitativo dei prodotti.

La nuova sfida, che si pongono le imprese italiane delle acque minerali naturali, è però oggi quella della conquista della leadership nell’esportazione, che attualmente spetta alla Francia con il 20% della produzione esportata.

I paesi verso cui maggiormente esportiamo sono Francia, Germania e Svizzera in Europa, Stati Uniti , Canada e Australia nel mondo.

Le importazioni, comunque, rimangono del tutto marginali rispetto alla produzione per il consumo interno. Pertanto, spiega Ambrosio “È necessario fare di più non solo sui mercati europei, che sono molto ricettivi, ma soprattutto nei paesi non europei del bacino mediterraneo, come nord Africa e Medio Oriente, che sono notoriamente bene disposti al bere analcolico, anche per via delle tradizioni religiose, e che non dispongono in loco di un grande parco di fonti sorgive naturali”.

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Studio idrogeochimico delle acque e delle mineralizzazioni della Valle Orco

Fabrizio Burzio,
Università degli Studi di Torino,
Facoltà Scienze matematiche, fisiche e naturali, corso di Scienze Geologiche,
a.a. 2003/04

Per conoscere e controllare la composizione chimica delle acque e capire se è possibile utilizzare o meno un sito idrogeologico, gli studiosi adottano in via preliminare modelli geochimici ed idrogeologici, che riescono a dare risposta a domande come: quali origini hanno queste acque? A quando risale l’infiltrazione? Quali percorsi seguono le acque nel loro cammino sotterraneo? Quali caratteristiche hanno le acque nei diversi punti dell’acquifero e nel corso del tempo?

I modelli concettuali vengono elaborati da un lato tramite l’analisi di minerali presenti nelle fratture e nelle vene della roccia, dall’altro interpretando i caratteri chimici e fisici delle acque sotterranee.

Il secondo step del processo è quello della verifica di tali modelli. E’ questo il lavoro condotto dal dott. Fabrizio Burzio, che ha verificato uno dei modelli elaborati dagli studiosi sulle fonti minerali del Cerasole e sulle sorgenti del Carro e Fons Salutis in Valle dell’Orco nel Parco Nazionale del Gran Paradiso, con un monitoraggio durato un intero anno idrogeologico.

Nel lavoro eseguito da Burzio, l'analisi delle correlazioni esistenti tra i diversi parametri idrochimici ha confermato sostanzialmente il modello idrogeochimico stabilito, anche nella sezione relativa alle possibilità di dissesto idrogeologico.

Per le sorgenti del Carro e Fons Salutis, è stata ad esempio, come previsto, riscontrata una grande variabilità stagionale di portata e composizione, legata principalmente agli apporti meteorici, ad indicare un circuito idrico molto più superficiale rispetto a quello di Ceresole.

Un capitolo della tesi, infine, accenna alle opportunità di valorizzazione turistica ed ambientale delle Fonti Minerali di Ceresole, le cui acque e le cui rocce contengono caratteristiche uniche. 

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Variazioni di alcuni parametri chimico-fisici dell'acqua indotte da campi elettromagnetici

Tiziana Biunno,
Università degli Studi di Bari,
Facoltà Scienze Matematiche, fisiche e naturali corso di Chimica,
a.a. 2007/08

Quali sono gli effetti di un campo elettromagnetico sui parametri chimico-fisici dell’acqua? Il fenomeno è complesso ed analizzabile attraverso un monitoraggio dei principali parametri delle acque. In questa tesi sono stati presi in considerazione parametri come il pH, l’ORP, la conducibilità e la tensione superficiale di acque (minerale, di acquedotto e bidistillata) sottoposte a campi elettromagnetici, magnetici e trattamenti di tipo meccanico. Si è cercato una eventuale relazione tra la variazione di questi parametri e la struttura dell’acqua liquida e si è scoperto che, sottoponendo a campo elettromagnetico l’acqua, è possibile registrarealcuni cambiamenti, legati alla tensione superficiale, la gradevolezza del sapore, la desalinizzazione dei suoli salmastri e la sopravvivenza dei microrganismi in essa contenuti.

In particolar modo, con osservazioni di laboratorio, la dott.ssa Tiziana Biunno ha capito che la matrice acqua è molto complessa, poiché non è costituita da molecole singole e indipendenti l’una dall’altra, ma da aggregati molecolari (clusters) che sono mutevoli come forma, capaci di inglobare ioni o molecole neutre.

Applicando dei campi elettromagnetici alle molecole, non solo i parametri chimico-fisici si modificano, ma è anche possibile influenzare la costruzione dei sistemi cristallini, come nel caso della variazione del rapporto calcite/aragonite in acque trattate con campi elettromagnetici.

Queste scoperte si fanno importanti dal punto di vista della biologia del corpo umano che è costituito dal 60-70% d’acqua. E’ molto probabile, conclude il lavoro, che quest’acqua, sotto l’effetto sotto l’effetto di un campo elettromagnetico, possa alterare il metabolismo cellulare.

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La valorizzazione culturale e turistica delle destinazioni: San Pellegrino Terme e la Bergamasca

Andrea Carminati,
Facoltà di Lettere e Filosofia, Corso di Laurea in culture e Linguaggi per la Comunicazione
Università degli Studi di Milano,
a.a. 2008/09

Crisi dei valori tradizionali e riorganizzazione del mondo economico e imprenditoriale hanno portato ad un progressivo mutamento degli stili di vita dell’uomo occidentale del XXI secolo. Una crisi di livello mondiale ha imposto un ripensamento delle funzioni sociali di un’impresa, sempre meno di carattere industriale e sempre più orientato ad una riconversione verso il comparto dei servizi e del turismo. Ed è così che turismo e valorizzazione del territorio possono divenire risorse importante per colmare il vuoto occupazionale causato dal crescente ridimensionamento dell’industria, ma anche per attenuare parte della crisi culturale e di identità che attanaglia l’uomo moderno.

In questo lavoro di Andrea Carminati si prende spunto dalla morfologia del territorio Lombardo, caratterizzato dalla presenza di numerose sorgenti minerali, per sondare le possibilità di un legame sempre più stretto tra industrie di imbottigliamento e valorizzazione del territorio. Obiettivo, la realizzazione di un progetto di rilancio turistico che abbia come focus il rilancio delle Terme di San Pellegrino, ad opera degli operatori pubblici e privati. Particolare attenzione è posta al destino degli edifici storici, alla loro riconversione e all’edificazione dei nuovi moderni complessi, nonché al rapporto tra città e residenti e alla possibilità di una educazione al turismo della popolazione, che coinvolga tutti gli attori in campo.

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