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Ambiente e Territorio

Capitale naturale e servizi ecosistemici: cosa sono e perché sono importanti per la sostenibilità economica

Capitale naturale e servizi ecosistemici: cosa sono e perché sono importanti per la sostenibilità economica
Capitale naturale e servizi ecosistemici: cosa sono e perché sono importanti per la sostenibilità economica
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La conservazione della biodiversità non è solo essenziale dal punto di vista etico e puramente ambientale, ma rientra anche tra i conti economici che ogni Stato deve considerare. La prosperità di un’economia si basa anche su ciò che viene definito “capitale naturale”, ovvero l’insieme delle diverse risorse naturali che ci forniscono beni e servizi essenziali per la nostra sopravvivenza. Per capire cosa si intende per capitale naturale possiamo pensare alla quantificazione in denaro delle risorse che il Pianeta ci mette a disposizione (aria pulita, acqua, terreni fertili, ecc).

Capitale naturale: definizione e origini

La nostra sopravvivenza ma anche il nostro benessere economico dipendono dal buono stato di conservazione del capitale naturale, termine con cui, come spiega il Ministero della Transizione ecologica, definiamo gli ecosistemi che ci forniscono beni e servizi essenziali: terreni fertili, mari produttivi, acque potabili, aria pura, impollinazione, prevenzione delle alluvioni, regolazione del clima, ecc. Quando la naturale biodiversità inizia a venire meno, anche la fornitura di questi servizi è compromessa e il ripristino, oltre che essere costoso, può non avvenire mai completamente.

 

Il termine "capitale naturale" è stato usato per la prima volta nel 1973 da EF Schumacher nel suo libro Piccolo è bello, per poi essere sviluppato ulteriormente da Herman Daly, Robert Costanza e altri fondatori della scienza dell'economia ecologica in una critica riguardante le carenze dell'economia convenzionale.

Capitale naturale e servizi ecosistemici

Il capitale naturale è essenziale, oltre che per la sostenibilità ambientale, per la sostenibilità dell'economia: è un concetto centrale per la valutazione economica dei servizi ecosistemici che ruota attorno all'idea secondo cui la vita non umana produce beni e servizi essenziali per la vita umana. Per capire meglio cosa si intende per capitale naturale si può pensare ai beni da esso prodotti e ai servizi forniti. Esempi di beni sono il legname o il cibo, beni del tutto comparabili a quelli realizzati dai proprietari di capitale che producono più beni o come una fabbrica che produce automobili. I servizi ecosistemici, invece, sono quella serie di servizi che i sistemi naturali generano a favore dell'uomo e che possiamo raggruppare in 3 categorie principali: di regolazione (gas atmosferici, clima, acque, erosione, prevenzione del dissesto idrogeologico, ecc), di approvvigionamento (cibo, materie prime, acqua dolce, variabilità biologica) e culturali, come i valori estetici, ricreativi, educativi e spirituali.

Qual è il valore del capitale naturale e come impatta sulle nostre vite

Per trovare soluzioni alla crisi della biodiversità, gli ecologi stanno collaborando con gli economisti allo scopo di assegnare una cifra in dollari ai servizi ecosistemici globali. Complessivamente, il valore economico di 17 servizi ecosistemici per l'intera biosfera, calcolato nel 1997, ha un valore medio stimato di 33 trilioni di dollari all'anno. Questi tipi di valori economici non sono ancora inclusi nei calcoli dei PIL nazionali e non hanno un prezzo attribuito sui mercati globali. Ma se il loro valore economico non è contabilizzato sul mercato, la conseguenza è che non viene percepita la perdita di valore e vengono in questo modo utilizzati più del dovuto o inquinati giorno dopo giorno.

  

Se la perdita di capitale naturale continua ad accelerare e viene ignorata dall'analisi monetaria tradizionale, le conseguenze chiaramente non saranno solo economiche ma impatteranno sulla sopravvivenza di molte specie, umana compresa.

  

Bibliografia

https://www.mite.gov.it/pagina/capitale-naturale-e-servizi-ecosistemici

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