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L'istruzione che genera lavoro

Emilio Reyneri, docente di Sociologia del Lavoro all’Università Bicocca di Milano, traccia il quadro del rapporto tra istruzione e lavoro. Alla base di questo rapporto c’è lo stato di salute del sistema socio-economico: più è in difficoltà più fatica a generare nuovi posti di lavoro.

In Italia la percentuale di occupati tra i 15 ei 64 anni è crollata al 55%, e siamo il fanalino di coda in Europa insieme a Grecia, Spagna e Malta. Tuttavia il tessuto sociale (finora) “tiene” perché la scarsa occupazione è ridistribuita tra le famiglie. Rispetto agli altri paesi europei, in Italia è bassa la percentuale di famiglie con più di un reddito da lavoro, ma anche quella delle famiglie senza alcun reddito.

L’istruzione è un fattore determinante nel trovare un lavoro? Nonostante tutto studiare conviene perché c’è il vantaggio per chi studia di trovare meno lentamente il primo lavoro e di restare occupato in età adulta. Ma questo vantaggio rispetto agli altri Paesi europei è piccolo. Il rendimento dell’istruzione in Italia esiste ma in realtà è meno evidente rispetto a quanto appare in Francia, in Germania, in Gran Bretagna e persino in Spagna.