Diario Sp Sales Campus Plus 2015

Diario di viaggio #11 - L'importanza di avere un tutor

09 Jun 2015

di Eleonora Voltolina, fondatrice de La Repubblica degli Stagisti

Lo stage è uno strumento neutro, che può diventare una bellissima occasione di apprendimento on the job ma anche una perdita di tempo e una causa di frustrazione. Molto dipende da quanto impegno il "soggetto ospitante", cioè l'azienda, mette nella formazione: e cioè quanto ciascuno stagista viene effettivamente messo in condizione di apprendere,  potendo contare sulla guida esperta di un tutor.

Un vecchio sondaggio che la Repubblica degli Stagisti aveva realizzato insieme all'Isfol, per esempio, evidenziava che solo in meno della metà degli stage il tutor aziendale era stato effettivamente un punto di riferimento costante. In troppi casi altri casi invece i tirocinanti lo avevano percepito come un fantasma, «niente più che una firma su un modulo» nel 21% degli stage, o comunque «una figura poco presente» (20%). Per il 6% degli stage, invece, il tutor non era stato quello indicato sul progetto formativo: ma almeno in azienda c’era stato qualcuno che ne aveva fatto le veci.

Il tutor aziendale è una delle figure chiave, dunque, per la buona riuscita di uno stage. Ha la responsabilità di seguire e assistere gli stagisti a lui affidati durante il percorso, garantendo il raggiungimento degli obiettivi formativi previsti. Un tutor presente e competente può dare molto al tirocinante, permettendogli di capire “come si lavora”, facendogli acquisire competenze professionali e trasmettendo fiducia e voglia di fare.

Se le cose stanno così, sembra proprio che i 24 neolaureati attualmente coinvolti nel Sanpellegrino Sales Campus Plus possano dirsi decisamente fortunati

«Il mio tutor mi ha trasferito i “trucchi del mestiere”: in particolare come relazionarmi con i clienti, ma soprattutto come sembrare sicuri e convincenti» racconta per esempio Lucrezia., 24enne romana che sta compiendo la sua esperienza nella Funzione sales ambito retail a Roma. Una formazione che in meno di tre mesi ha già prodotto risultati tangibili: «Oggi, ripensando ai miei primi approcci con i clienti, sicuramente posso dire di avere superato la mia caratteriale timidezza ed acquisito una spontaneità che non credevo di avere».

«Lavorare in uno stabilimento mi ha fatto capire che non si vive di sole nozioni, facendomi scoprire il lato pratico dei miei studi universitari» aggiunge Giuseppe, neoingegnere 25enne catapultato da Bari a San Giorgio in Bosco, nel padovano: «I consumi energetici o la cogenerazione, ciò di cui mi occupo, sono argomenti che avevo ampiamente trattato da studente. Ma qui ho imparato un punto di vista diverso, più pratico, legato anche all'aspetto economico». Giuseppe racconta di essere stato accompagnato passo passo, nella scoperta di questa nuova prospettiva, dai senior dell'Area Tecnica dello stabilimento: «Mi sento di nominare due persone in particolare, Riccardo Nicetto, capo del team dell’Energia, disponibilissimo per ogni chiarimento o dubbio. Lui e Alfredo Minciarelli mi hanno insegnato tutto ciò che so sulle dinamiche energetiche di stabilimento e mi hanno permesso di esprimere il mio potenziale all’interno del team».

«La figura che mi è stata più vicina in questi mesi è stata Lara, la mia tutor, insieme all'account manager Gilberto: entrambi mi hanno trasmesso la capacità, che si potrebbe definire anche flessibilità, di adattare la relazione a seconda dell’insegna» dice da parte sua Fabio, campussino 29enne originario di Padova, laureato in Economia e gestione delle aziende con una specializzazione nel Management delle imprese internazionali: «Confrontandomi con loro ricevo importanti feedback su quali delle mie iniziative si coniugano al meglio con le logiche del nostro gruppo e dei partner».

E il tutor talvolta diventa anche un modello: «Il mio, Giuseppe Saudino, è un leader di grande livello che ci motiva ogni giorno a fare sempre meglio, ponendoci davanti sfide sempre più complicate» conferma Vincenzo, palermitano trapiantato a Roma e laureato in Economia e direzione delle imprese alla Luiss: «Sto imparando tantissimo da questa esperienza. Concretamente ho migliorato le mie doti relazionali con le persone, credo di sapere riconoscere in anticipo che tipo di persona mi trovo davanti, di capire che intenzioni abbia, e se è oppure no il caso di iniziare una trattativa di vendita».

E a sorpresa Vincenzo non si ferma alla figura “istituzionale” del tutor, ma indica anche i suoi colleghi stagisti come elementi importanti per la sua crescita professionale: «Da un mix di confronti e collaborazione tra stagisti, tra stagisti e tutor, tra stagisti e agenti, nascono delle sinergie incredibili. Così si riescono a formare delle “risorse umane in erba” quali siamo noi del Campus».